“Senza Posa” di Rodolfo Canzano racconta il futuro in un click: un viaggio che parte da un pullman

ROMA – Il primo bacio, la laurea, la maggiore età, il viaggio più bello, un tramonto, il cielo stellato nel deserto. La lista potrebbe continuare a lungo. Si tratta degli eventi memorabili nella vita di una persona, della sua famiglia, della società in cui vive. Eventi che ognuno vorrebbe ricordare per sempre.

Fissare nella memoria in maniera indelebile. E’ un’aspirazione che ha sempre mosso gli uomini fin dalla notte dei tempi. Con le incisioni sulle pareti di roccia delle caverne. I racconti, prima orali e poi scritti (vedi miti e leggende). I dipinti. Le sculture. I disegni nelle pareti delle piramidi. Le statue dell’antica Grecia o le grandi opere epiche: da Omero a Virgilio a Lucrezio. I mosaici romani. Fino ad arrivare ai nostri giorni alle chiavette digitali, alla nuvola: l’icloud, dove tutto può essere archiviato. E ricordato. In questo lungo cammino un posto di riguardo, sempre più importante, se lo è ritagliato la fotografia.

Il click di una macchina fotografica, lo sbattere di un otturatore, un’immagine in bianco e nero stampata o una a colori solo digitale, da ammirare sull’iphone o nella cornice elettronica di casa. Fra tante di queste immagini, ce ne sono alcune che trovano ospitalità nei libri. Sostituendo con la loro grazia, le parole. E’ quello che è capitato a “Senza posa” di Rodolfo Canzano, che per alcune sue foto, ha trovato casa grazie alle edizioni “Intra Moenia”. La casa editrice napoletana infatti ha scelto un’antologia di sue foto e le ha pubblicate. Rodolfo Canzano non è stato fortunato. Si è meritato questa pubblicazione per la sua passione, per l’impegno che mette ogni giorno nella fotografia: per raccontare il mondo che va, muore, rinasce, si ripete. In definitiva la nostra vita che crea sempre cieli nuovi e terre nuove.

E “senza posa” merita molte lodi. Proprio perché ci racconta nelle sue pagine un mondo racchiuso in maniera definitiva, ma non per questo senza senza storia. Basta osservare la copertina del libro fotografico, che peraltro è una delle foto più belle del volume. Le maniglie di acciaio del pullman introducono a un mondo antico, un sogno.

La foto di Canzano è un quadro, un topos immagine. Tutti noi – almeno tutti coloro che hanno abitato nei luoghi della memoria del Sud d’Italia o di tanti altri luoghi del mondo – c’immaginiamo il bus di linea tra un paesino e un borgo come l’immagine ritratta da Canzano. Rubata in un giorno qualsiasi. Eppure quella foto non è storia antica. E’ storia solo di qualche anno fa. Storia di oggi. E c’invita a cominciare un viaggio attraverso un mondo nuovo. Costruito di mattoni fotografici senza posa.

In quel mondo lo scatto diventa un paradigma perenne, senza età. Basta solo quella immagine per far diventare il libro di Canzano degno di essere conservato in tutte le biblioteche personali.

Eppure nella prefazione al libro di Canzano le sue foto vengono definite un anacronismo. Sempre e comunque. Nel dizionario on line “Sapere” della De Agostini l’anacronismo è un “Errore o arbitrio cronologico per cui si attribuiscono a un’età usi, costumi, fatti propri di un’altra. O ( fig.) persona, fatto, situazione in contrasto col proprio tempo”. Sarà perché il prefatore è convinto che gli scatti di “Senza posa” siano sempre una memoria che risulta fuori tempo per chi legge dopo

Credo invece che “Senza posa” sia, come evoca il titolo – come accade per ogni foto vera – la testimonianza di un fatto. E se la testimonianza è vera, una foto la riprende in pieno. E vive di vita propria, testimoniando il suo tempo in ogni altro tempo. E’ questo il senso della fotografia. Non sentirsi sbagliati ogni volta che la si guarda. Complimenti Canzano.

 

Senza Posa

2011

Edizioni Intra Moenia

Euro 15

 

f.to 15 X 21 – pp. 64 – € 15,00

 

ISBN 978-88-95178-95-0

 

 

Luigi Ferraiuolo