SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Grande successo per l’incontro di Piero Badaloni a Santa Maria Capua Vetere sulla caduta del muro di berlino. E’ stato l’ultimo appuntamento di Cortili letterari, il ciclo di incontri con l’autore organizzato da ScrivEremo con la libreria Edicolè Mondadori e l’assessorato alla cultura del Comune retto da Danilo Feola.
L’ospite d’onore
Ospite d’onore il giornalista e volto noto del tg1 Piero Badaloni, in occasione del dibattito Berlino venti anni dopo, ispirato al libro di Badaloni “Tutti pazzi per Berlinoâ€.
A moderare l’incontro di ieri sera Luigi Ferraiuolo, noto giornalista e ideatore di ScrivEremo, che dopo aver presentato gli altri relatori ha originariamente proposto la lettura di alcuni passi (a cura di Antonio Cipullo e Maria D’Andrea), cui sono seguiti i commenti dell’autore e un vero e proprio dibattito letterario.
Il dibattito ha immediatamente assunto un carattere squisitamente conviviale, dando spazio a spunti di riflessione anche di un certo spessore sui venti anni dalla caduta del muro di Berlino.
Gli interventi
Notevole l’intervento dell’avvocato Giuseppe Stellato, consigliere regionale, e brillante quello della dottoressa Pellicano, docente alla Facoltà per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monet†di San Leucio che ha inquadrato immediatamente la tematica calandola nel tempo reale e contemporaneo in chiave di ausili governativi, e con un riferimento, forse quasi un po’ azzardato al divario Nord – Sud italiano in paragone con quello Est – Ovest berlinese.
Non da meno l’energico intervento “antitedesco†della professoressa Simonetta Conti, docente alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Santa Maria Capua Vetere e del pubblico presente in sala: “Tutti pazzi per Berlino o tutti pazzi a Berlino? E ancora i tedeschi pazzi per Berlino o gli europei?â€.
Dal dibattito infatti è emerso un interesse generale, non soltanto verso una Città dalla storia cosi “ingombrante†quale appunto Berlino, ma anche e soprattutto l’interesse alla reale situazione che è presente sul territorio : di un muro che pur se non di pietra resta ancora irto invisibile, mantenendo un divario, non solo immaginario ma anche economico e culturale, tra Est ed Ovest; di come si possano realmente “dimenticare†le vicende naziste legate indissolubilmente alla Germania e in primis a Berlino; e qualora fosse possibile realmente dimenticare, in che misura questa dimenticanza può far rifiorire una città che è ancora così ferita.
Geniali e di spiccata ilarità gli spaccati di vita berlinese narrati nel libro di Badaloni, che mettono in luce anche le “tasse sui caniâ€, le “lezioni private di streaptease†o la creatività dell’imprenditore berlinese che ha riprodotto la Trabant per venderla agli africani. A queste poi si sono affiancate notizie più recenti, riportate dallo stesso autore, e l’interrogativo sul ruolo che ha avuto – fondamentale – il papa Polacco, Giovanni Paolo II, sulla caduta del muro di Berlino. Non a caso la Stasi, il servizio segreto tedesco orientale faceva seguire e spiare papa Ratzinger.
Non sono mancati i riferimenti, interessantissimi, a quegli italiani di cui nessuno parla mai, che quasi sembrano dimenticati, abbandonati, li nella stessa Germania, e che invece erano in prima fila, e senza esitazione aiutarono i berlinesi a scappare. Sono numerosi infatti gli italiani che nell’ombra, nel silenzio hanno agito, agirono e agiscono, e non solo in Germania. Per cui verrebbe quasi lecito chiedersi chi si occuperà di scrivere “tutti pazzi per gli italiani�
Il saluto
“Dovrebbero ripetersi più spesso eventi cosi, incontri di questo tipo, per avvicinare le persone ad una realtà che non è poi cosi lontana da noi. Nonostante sia giornalista, e sia addentro al campo televisivo, anzi forse proprio perché addentro a tale campo, dico che spesso viene utilizzato male, e che per questo bisogna favorire la comunicazione diretta con le personeâ€. Con queste parole e con un ringraziamento generale l’ex direttore di Rai International, difensore della lingua e della cultura italiana, ha manifestato il suo apprezzamento e congedato tutti continuando a dispensare calorosi sorrisi, non sottraendosi malgrado la stanchezza e il raffreddore, a fotografie ed autografi.
Un nostro plauso quindi all’autore ma anche e soprattutto a chi ha sapientemente e professionalmente organizzato questo ben riuscito incontro.
