CASERTA – Due donne: una anziana, una mamma, ottanta anni almeno; l’altra una bambina, neanche dieci anni. Ma un solo sguardo. Meravigliata la donna anziana, stupita la bambina. Sorpresa la mamma; annichilita la giovane donna in erba, che stringeva forte la mano della madre accanto a lei.
E terminata così l’ultima performance a cui ho assistito di Mimmo Vastano, qualche settimana fa. Mentre in un crepitio di colori sul pannello di poliestere bianco affisso al muro dello studio officina dell’architetto Raffaele Cutillo a Caserta, compariva per la prima volta completa la composizione di colori che aveva stregato le due donne. In attesa come un altro centinaio di ospiti che avevano assistito in religioso silenzio alla composizione dell’opera d’arte.
Partecipare alla creazione di un quadro, di una scultura, di un’opera d’arte è come assistere a un atto creativo, alla nascita di una nuova vita. Nel passato era quasi impossibile: la creazione di un’opera d’arte era lenta e dispendiosa, complessa e avveniva quasi sempre nel nascondimento dell’atelier e solo pochi eletti potevano partecipare al processo magico di creazione.
Ma con l’arte contemporanea è diventato sempre più semplice, in alcuni casi, assistere a performance del genere. Ma quando avviene normalmente si tratta sempre di gesti meccanici ripetuti per un pubblico popolare che vuole esser sedotto dall’immediato, come gli artisti delle bombolette acriliche lungo le strade delle principali capitali d’Europa: Roma in primis. Uno spettacolo, soprattutto, per un pubblico in cerca di novità .
Una cosa del genere a Caserta però non era mai avvenuta, né per un pubblico popolare né per un pubblico colto. Ma soprattutto mai si era vista la creazione di una opera d’arte vera e propria, non un prodotto preconfezionato, ma un’immagine che è fluita naturale dalla ispirazione dell’artista che ha atteso di lavorare per il pubblico nel suo atelier del momento all’insegna del caso e dell’estro.
Fortunato sarà il possessore dell’inno alla pace composto da Vastano quella notte, fortunati sono stati i tanti partecipanti a quelle emozioni – le serberanno con forza nel cuore – sicuri di aver partecipato ad un momento di gioia, un momento di arte pura.
Noi oltre alla gioia della partecipazione serberemo anche un altro piccolo tesoro. Lo sguardo di quelle due donne: la mamma di Vastano, anziana ma partecipe del lavoro del figlio, che a questa piccola città di provincia ora si è lanciato in giro per il mondo, quasi non sapesse come avesse fatto a generare quel figlio.
E quello di quella piccola bambina sconosciuta, stretta per mano alla madre, che attonita assisteva alla nascita di una immagine che forse avrebbe ripetuto con calma tante e tante volte sui suoi album da disegno in futuro.
Di certo noi conserveremo il loro sguardo, felici di aver per un attimo provato lo sgomento di un’artista di fronte alla propria opera.
