CASERTA – La forte pioggia che si è abbattuta sul territorio italiano in questi ultimi giorni non ha minimamente intimidito Massimo Franco che è giunto a Caserta in perfetto orario sabato pomeriggio.
Il notista politico del “Corriere della Sera” è stato ospite infatti dell’Istituto di scienze religiose “San Pietro”. La sua presenza e la sua illustre lectio magistralis hanno arricchito l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico del Corso di Comunicazione per addetti stampa di associazioni, enti, parrocchie e diocesi.
Il celebre corso, fortemente voluto e ideato dal professor Luigi Ferraiuolo, è unico nel suo genere in Italia e rappresenta uno dei fiori all’occhiello per l’Istituto “San Pietro”.
All’evento era presente anche il presidente dell’Assostampa Caserta, il giornalista Michele De Simone, il direttore dell’ISSR Don Nicola Lombardi, il professor Ferraiuolo in veste di moderatore dell’incontro e coordinatore del Corso e il delegato dell’Ucsi Antonio Luisé.
L’inchiesta e la biografia politica sono stati i temi cardine dell’intervento di Franco che, partendo dalla sua ultima fatica letteraria dedicata al politico più longevo d’Italia Giulio Andreotti, ha disquisito sulla reperibilità delle informazioni e sulla obiettiva difficoltà a realizzare una biografia politica in particolar modo quella Andreottiana.
Franco ha infatti spiegato come applicare i principi generali a un caso eccezionale come quello del senatore a vita Giulio Andreotti. Si è trattato di una esperienza unica ed eccezionale per Caserta, che è molto scarna di attività culturali, se non scarsa. E ciò va a vanto del Corso di Comunicazione che negli ultimi 15 giorni ha portato in città il portavoce dell’Opus Dei Pippo Corigliano, Claudio Velardi, il più importante comunicatore politico italiano e ora Massimo Franco.
Il suo volume “Andreotti, la vita di un politico la storia di un ‘epoca” non è di certo la sua prima opera centrata sulla figura del senatore a vita, difatti risale al 1989 un primo testo: “Andreotti visto da vicino” e dopo quasi vent’anni Franco si è nuovamente cimentato nel racconto di un personaggio atipico mostrando ai lettori nuovi particolari legati alla sua esistenza.
“Ho scritto il primo volume nel 1989 perché credevo che ormai Andreotti fosse un politico finito – ha spiegato Franco – ma in realtà lui era più vivo che mai (…) Non racconto solo la sua storia, ma la cronaca di un intero paese e fornisco utili strumenti di comprensione”.
Le informazioni raccolte provengono da fonti sicure. La famiglia Andreotti, moglie, figli e nipoti (di solito molto riservati) hanno permesso all’autore di realizzare un particolare ritratto del quasi novantenne politico italiano, appassionato di “Gratta e vinci” e innamorato dei suoi nipoti, tanto da aver deciso di attendere almeno le loro lauree.
La famiglia Andreotti, evidentemente diversa dalle altre, conserva ricordi molto curiosi dell’infanzia dei figli del “Divo” ricordi raccontati in totale libertà al giornalista.
I giovani Andreotti nel fiore della loro infanzia si divertivano a giocare al “Conclave”, un’insolita attività ludica, ma molto piacevole per i piccoli figli del senatore, abituati ad eleggere in casa un proprio Papa, un’elezione completa persino di fumata, nera o bianca a seconda dell’esito.
Il libro, è ricco di aneddoti simili, è una vera e propria miniera di sorprese, nessun lettore riuscirebbe ad annoiarsi. Un breve ricordo poi è giunto per Don Salvatore D’Angelo, carissimo amico del politico Andreotti, scomparso più di otto anni fa. A farne le veci Padre Alfonso Lopez (oggi direttore della “Fondazione Villaggio dei Ragazzi” di Maddaloni a Caserta) che ha salutato la platea e confermato l’indubbia forte personalità del politico romano. Raccontando di come stando con Andreotti vengano in mente personalità eccezionali che lui conosce o ha conosciuto da Tutu a Mandela ad altri.
Franco ha poi consegnato personalmente ai corsisti i diplomi del 2008, mostrandosi disponibile alle foto di rito.
