CASERTA – Pubblichiamo un intervento del cardinale Giacomo Biffi nel Consiglio comunale di Granarolo qualche tempo fa.
MEMORIE E DIGRESSIONI DI UN ITALIANO CARDINALEGIACOMO BIFFI
XXXI digressione
L’INTERVENTO DI GRANAROLO
Mi pare opportuno riportare qui integralmente quanto ho detto nell’aula del Consiglio comunale di Granarolo, sia per la diffusione che ha avuto sia perché, tra i miei interventi, è il solo esempio di discorso “a braccio”.
Premessa: ho accettato l’invito a parlare di Gesù Cristo perÂché è lui il cuore, il vertice, la sintesi dell’annuncio evangelico; questo non dobbiamo mai dimenticarlo.
Il cristianesimo è una personaIl cristianesimo, in sé, non è una concezione della realtà , non è un codice di precetti, non è una liturgia. Non è neppure uno slancio di solidarietà umana, né una proposta di fraternità sociale. Anzi il cristianesimo non è neanche una religione. E’ un avvenimento, un fatto. Un fatto che si compendia in una perÂsona. Oggi si sente dire che in fondo tutte le religioni si equivalÂgono, perché ciascuna ha qualcosa di buono. Probabilmente è anche vero. Ma il cristianesimo con questo non c’entra. Perché il cristianesimo non è una religione, ma è Cristo. Cioè una persona.L’identikit di CristoIo ho puntato su di lui la mia vita, l’unica vita che ho e quindi sento il bisogno ogni tanto di contemplarne il mistero, rinfrescare l’identikit di Cristo. Molte volte sentiamo parlare di Gesù Cristo, ogni tanto sul giornale c’è qualcuno che fa qualche scoop su di lui, ogni tanto inventano e danno interpretazioni su chi sia Gesù Cristo, ma gli unici testi che ci parlano di Crisi sono i Vangeli.
Perciò o si sta ai Vangeli, oppure si rinuncia a parlare di lui. Quindi non dirò neanche una parola che non sia documentabile dai vangeli, a differenza di chi si inventa libri, film e parole. Che tipo era?Prima domanda, la più semplice: che tipo era questo Gesù Cristo? Che uomo era? Questo il Vangelo non lo precisa. E devo dire che un po’ mi secca, perché ho puntato la mia vita su di lui e non so neppure di che colore fossero i suoi occhi.Era bello o era brutto? Beh, secondo me era bello. C’è un epiÂsodio dell’undicesimo capitolo del Vangelo di Luca. Gesù sta parlando alla folla. All’improvviso una donna, lanciando un grido d’entusiasmo, dice: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha nutrito».Ecco, questo è il primo panegirico di Cristo.
Ed è fatto in terÂmini molto… corporei. Tante vero che Gesù le rimprovera di trascurare la parola di Dio per soffermarsi sulla sua bellezza: «Beati quelli che ascoltano la parola di Dio».Noi però ringraziamo questa donna sconosciuta, che ci ha permesso di rispondere alla nostra domanda preliminare: Gesù era davvero un bell’uomo.I suoi occhiE aveva anche due splendidi occhi. Lo sguardo di Gesù colÂpiva chi lo incontrava. I Vangeli, soprattutto quello di Marco, parlano spesso del suo sguardo: penetrante su Simone, che gli viene presentato dal fratello; affettuoso sul giovane ricco, quello che poi se ne va perché lui gli dice di “lasciare tutto e seguirlo”; di simpatia su Zaccheo, il capo degli esattori delle imposte che rubavano (solo allora, per carità , non voglio dar giudizi…), che lo guardava stando appollaiato su un albero.
E, ancora, di tristezza sull’offerta dei ricchi, di sdegno su quel che avveniva nel temÂpio, di dolore per chi lo tradisce… Insomma, il suo era uno sguardo che parlava.Aveva idee chiareE che faceva capire come Gesù avesse le idee chiare. Molto chiare. Quando parlava non diceva mai “forse, secondo me, mi pare”. E non aveva peli sulla lingua neanche con i potenti:ricordate quando dà della “volpe†al re Erode?quando dà della “volpe†al re Erode? Un uomo libero Ma una delle cose più belle di Gesù è che era un libero.
Anche dai suoi amici. Quando san Pietro fa la sua professione di fede (ogni tanto ne azzeccava una anche san Pietro…) Gesù gli fa un panegirico mai dedicato a un uomo, tanto che san Pietro probabilmente si ringalluzzisce, comincia a pensare in grande.Ma quando Gesù gli annuncia che il suo destino è quello di essere mandato a morte, Pietro, che già si sente “primo ministro del Regno di Dio”, lo prende per un braccio e lo rimprovera. Gesù neanche lo guarda e lo tratta malissimo: “Và via da me,Satana: tu non pensi alle cose di Dio ma alle cose degli uominiâ€. Niente male per un amico, no?Libero anche coi parentiCon i parenti, poi, certe volte era anche peggio. Quando Gesù abbandona la sua casa, a trent’anni, loro lo considerano pazzo.
Lo dice il Vangelo di Marco al capitolo terzo: “Uscirono ( i suoi parenti) per andare a prenderlo, perché dicevano: “E’ uscito di sé†è fuori di testaâ€.Poi, quando la gente comincia ad andargli dietro, i parenti, cercano di riavvicicinarsi a lui, perché capiscono che in qualche modo sta acquistando potere. E allora chiamano Maria, per cerÂcare di convincere Gesù a tornare da loro. E lui? Capisce tutto, al volo. E fa finta di non riconoscere nemmeno sua madre.Gesù amavaMa non crediate che fosse un uomo troppo duro.
Gesù amava. Molto. Anzitutto, i bambini. Sapeva capirli, dote che raramente noi adulti abbiamo: in genere, quando parliamo con loro, sappiamo solo chiedere quanti anni hanno e quale classe frequentano… Roba che a loro non interessa niente. Lui invece: «Lasciate che vengano a me».Poi, gli amici. Aveva un forte senso dell’amicizia, Gesù. Per esempio era molto amico dei suoi discepoli; e, tra questi, era particolarmente legato a Pietro, Giovanni e Giacomo; e, ancora, tra questi soprattutto Giovanni gli era più amico. Insomma, anche lui aveva delle preferenze tra i suoi amici.
Come è giusto: gli amici non sono mica tutti uguali.Poi, Gesù amava il suo popolo. Si sentiva pienamente ebreo, israelita. Tanto che il pensiero della distruzione di GerusaÂlemme lo fece addirittura piangere.L’attenzione ai particolari Ma c’è un’altra cosa della personalità di Gesù che mi ha semÂpre colpito: la sua attenzione ai particolari. Gesù stava molto attento alle piccole cose delta vita, anche perché sapeva che poteva farne delle parabole. Pensate a quella, quasi “emiliana’”, del Regno di Dio che è simile ad una donna di casa che prende un po’ di lievito e lo impasta con la farina finché è tutta fermentata. O quella dell’amico seccatore che deve essere accontentato pur di potersene liberare. Verissimo. Mi ricorda i nove anni in cui sono stato parroco a Legnano. c’era una donna che veniva a troÂvarmi ogni giorno, lamentandosi del marito. Ma che cosa potevo fare, io?
Non potevo mica ammazzarglielo! L’episodio della peccatrice. E ce ne sarebbero tanti altri, di episodi da ricordare. Nel capitolo settimo del Vangelo di Luca si racconta che Gesù è a pranzo da un capo dei farisei: a un certo punto viene dentro una di quelle donne che non si sa come chiamarle… Diciamo una “lucciola”. Questa donna si mette vicino a lui e comincia a fargli dei complimenti, lo profuma.
Era una scena gravissima: come se a un pranzo parrocchiale di Granarolo, in cui sono invitati il sindaco e il maresciallo dei carabinieri, una di queste donne entrasse e si mettesse a fare i complimenti al parroco… Eppure Gesù non si scompone. Anzi, la difende quasi con cavalleria.Solo un uomo eccezionale?Dal Vangelo, dunque, riconosciamo una figura umana ecceÂzionale. Al punto che quando Ponzio Pilato lo presenta alla gente dice: «Ecco l’uomo».E invece io dÃco: ecco il punto. Gesù era solo un uomo? PerÂché anche la maggior parte delle persone che non credono lo considerano un grande uomo, da stimare.
Ma è una posizione insostenibile, se guardiamo a quel che Gesù cristo stesso dice di sé.Esempi? Si definisce “Figlio dell’uomo”, che era il titolo, usato dalle profezie di Daniele per indicare un personaggio misterioso, che sarebbe venuto dal cielo e che avrebbe posta fine alla storia. E con questo Gesù evoca la sua origine celeste e la sua definitività . Poi dice di essere “più grande di Davideâ€; e Davide era il re ideale, l’ideale della monarchia e della regalità per gli ebrei.E più che un uomoMa la cosa forse più seria la dice nel Discorso della montagna. «Beati i poveri…» e via dicendo, ricordate? Beh, in discorso dice tra l’altro: «Avete udito che fu detto agli antichi “non uccidere”, Io invece vi dico…».
Pensateci bene: con questa frase Gesù quasi “corregge” la Rivelazione di Dio. E rivendica a sé anche il potere di giudicare l’uomo. E chi può farlo, se non uno che si crede Dio?E le altre cose che raccomanda? «Chi dà la vita per me la troverà …» Oh, dare la vita per uno non è mica uno scherzo. Una volta, in una visita pastorale, un bambino mi ha chiesto: “Ma tu saresti disposto a dare la vita per il Signoreâ€. Io ci ho pensato su e gli ho risposto: «Senti, io sarei anche disposto a dare la vita per il Signore.
Però mi seccherebbe parecchio». Che era un ten tativo di mettere insieme il dovere con la sincerità .E ancora: «Da’ da mangiare al tuo fratello perché in lui vedi me». Se un mazziniano storico dicesse: «Aiutate i fratelli perché in essi dovete vedere Giuseppe Mazzini», direbbe una cosa che non commuoverebbe nessuno, perché un uomo povero vivo è molto più importante di un Mazzini morto.Ma Gesù? Gesù ripaga con la vita eterna. Lo dice anche san Marco, scrivendolo nel suo Vangelo in maniera un po’ umoristica: “Chi avrà lasciato il padre e la madre, i campi e la casa per me, avrà il centuplo quaggiù, con le persecuzioni e la vita eternaâ€. Come dire: prima un po’ di botte, va bene; ma poi la vita eterna.
Gesù è Dio.
Perché il fatto è che Gesù sarà pure stato un grande uomo, un uomo eccezionale. Ma soprattutto è Dio. È il Figlio di Dio. Non come lo siamo tutti noi, come lo sono tutte le creature, come la farfalla della vispa Teresa (anche lei è “figlia di Dio”): lui è il Figlio proprio, l’Unigenito.Una parabola inverosimileNegli ultimi giorni di vita Gesù racconta una parabola, una delle più, inverosimili nella sua struttura letteraria (a Gesù non interessa -raccontare una novella verista, ma trasmettere un messaggio): è la parabola dei vignaiuoli infedeli e omicidi, che occupano il terreno del padrone senza dargli niente in cambio.
Allora il padrone manda alcuni servi a riscuotere. I vignaiuoli li picchiano. Il padrone ne manda altri; ma i contadini li uccidono.E fin qui, secondo me, è un racconto un pò esagerato: come facevano a pensare di uccidere così la gente e cavarsela senza problemi? Ma a questo punto la parabola diventa addiritturauna cosa da matti. Il padrone dice: “Ah, ho un figlio unico, manÂderò lui, perché avranno timore di mio figlio».
Ma chi è quel padre che sapendo di avere in casa dei briganti arrischia il suo unico figlio?E infatti i vignaiuoli decidono di uccidere anche lui, in modo da ereditare la proprietà del padrone (chissà in quale codice sta scritto che l’eredità passa agli assassini dell’unico erede!). EpÂpure si è verificata alla lettera: infatti, Gesù verrà ucciso fuori della vigna, fuori delle mura di Gerusalemme. Ed è stato il Padre a mandarlo.Non resta che inginocchiarsi.
Mettete insieme tutte queste cose. Ne esce il ritratto di un uomo eccezionale, che dice di essere Dio. Una provocazione!Ma noi dobbiamo raccogliere questa provocazione. Perché se uno si presenta in questo modo, se dice di essere Dio, c’è poco da fare: o questo qui è matto, e allora non lo si può stimare; oppure è vero quello che dice, e allora bisogna inginocchiarsi. Non basta mica dire: è un grande uomo.
L’annuncio primo e centrale.
Che casa sono andati a dire gli apostoli di lui! Il nucleo del messaggio cristiano qual è? Una parola sola: è risorto. Si è risvegliato dalla morte. Gli apostoli sono andati in giro a dire che Gesù è risorto ed è ancora vivo. Oh, vivo oggi
Quando facevo scuola a Milano, all’Istituto di Pastorale, ho dato una lezione sulla risurrezione di Cristo. Finita la lezione una signora si avvicina e fa: “Ma lei vuol proprio dire che Gesù è vivo…?». «Sì, signora; che il suo cuore batte proprio come il suo e il mioâ€.“Ma allora bisogna proprio che vada a dirlo a mio maritoâ€.
«Brava, signora, provi ad andarlo a dire a suo maritoâ€. Il giorno dopo la signora torna da me e mi dice: “Sa, l’ho detto a mio maritoâ€. «E lui?â€. “Mi ha risposto: “ Ma và , avrai capito maleâ€.
Notate, che quella era una catechista. Eppure era sconcertata. Io le faccio avere la registrazione delle lezioni. Lei la fa sentire a suo marito. Se è così, cambia tutto E lui, alla fine, crolla: “Ma se è così, cambia tutto!â€.
Pensateci, e ditemi se non è vero: se quell’uomo, bello, buono, eccezionale, è davvero Dio, e se è ancora tra noi, allora cambia davvero tutto.
