
NAPOLI – Ha issato gli animi la preannunciata chiusura totale della Regione Campania da parte del governatore De Luca. Bastava l’annuncio per approfittarne la camorra che si è infiltrata tra i circa cento manifestanti partiti pacificamente dal lungo mare fino a Santa Lucia sotto il palazzo della Giunta regionale.
E’ stato a questo punto che tra i pacifici manifestanti si sono infiltrati camorristi, pregiudicati, disoccupati storici e gli appartenenti al cosiddetto “pallonetto” dei quartieri spagnoli, tutta gente esperta in guerriglia urbana, tanto che già nella giornata del 22 Ottobre qualcuno arrivò ad avvertire abitanti e commercianti della zona dei tafferugli, di non parcheggiare auto in logo, segno evidente che tutto era già organizzato.

Queste non sono persone pacifiche, queste sono persone già pratiche di guerriglia urbana che approfittano in ogni occasione per distruggere una città e colpire giornalisti e forze dell’ordine. Inizia nel peggiore dei modi la serata in città, con aggressioni alle forze dell’ordine e giornalisti, l’automobile dell’emittente Canale21 data alle fiamme, altre testate giornalistiche minacciate e aggrediti, segnaletica stradale divelta, molotov e blocchi di cemento lanciati contro le forze dell’ordine, auto, moto e cassonetti della spazzatura date alle fiamme, alla fine si contano a terra tre poliziotti e quattro carabinieri feriti.
Unanime la condanna alla violenza ad iniziare dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti Ottavio Lucarelli che dichiara: “La rivolta della camorra di ieri sera non ha solo mostrato il volto della Napoli dei clan ma ha messo a rischio l’incolumità di forze dell’ordine, giornalisti e cittadini. Chiediamo pertanto a Prefetto, Questore e Comandante dei carabinieri di tenere conto, nell’assoluta necessità di riportare la situazione sotto totale controllo, di valutare i rischi a cui sono esposti i giornalisti nel difficile compito di raccontare la città. Napoli ora deve reagire con tutte le sue energie positive che rappresentano la stragrande maggioranza”.
Quello che più è assurdo in questa triste serata appena trascorsa è, il silenzio dei politici o come Zingaretti che mentre in città si consuma un’altra serata di violenza lui alla stampa dichiara: “Quello che di più dobbiamo temere è il virus non le disposizioni emanate”, questo dimostra come la politica ha lasciato nell’abbandono assoluto le forze dell’ordine.
Sul fronte delle indagini, la Digos ha arrestato due persone già pregiudicati per droga e attualmente sta visionando i filmati girati dalla scientifica per cercare di identificare altri autori della serata tutta da dimenticare.
