CASAPULLA (Caserta) –Mezzo miliardo di fatture false, 80 milioni di evasione fiscale e di questi 2,1 milioni recuperati in contanti dai finanzieri.
Le accuse sono di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità finalizzata alla frode fiscale e riciclaggio di denaro, il tutto riconducibile a un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia nella quale sono incappati 85 indagati fra cui monsignor Francesco Cuccarese ex arcivescovo di Caserta con profonde amicizie allo Ior e tre imprenditori residentiÂÂ nella provincia di Bergamo, inoltre, sono finiti in carcere: Gorini Giuseppe 63 anni nativo di Marone (BS), Prior Pierantonio residente a Dalmine (BG), mentre ai domiciliari è finito Trepiccione Ettore, 47enne di Casapulla ma anche lui residente a Dalmine nel bergamasco.
La pedina che faceva girare la truffa era un commercialista bresciano che aveva studiato nei minimi particolari tutto l’imbroglio per poter evadere fiscalmente e creando attraverso prestanomi compiacenti, società fantasma che producevano crediti fittizi e fatture inesistenti e riciclare persone a cui poter vendere i loro falsi prodotti, servendosi principalmente di imprenditori che riducevano le imposte da pagare.
Tutto l’incasso ottenuto, veniva poi ripulito con la complicità di corrieri che provvedevano a portare i soldi in Slovenia, Croazia e Ungheria dove un professionista locale del malaffare apriva e gestiva vari conti correnti. Il monsignore indagato è entrato nell’inchiesta perché a sua volta, avrebbe aiutato i riciclatori ad aprire alcuni conti correnti allo Ior.
Durante le indagini, non sono mancati tentativi di intimidazione nei confronti di chi potesse fornire informazioni sulle indagini, tutti andati a vuoto grazie all’intervento preventivo degli investigatori che hanno messo in moto dispositivi di tutela.
