Marcianise, incendio in un deposito di rifiuti sequestrato. La rabbia di Velardi

MARCIANISE (Caserta) – Ancora fiamme, ancora veleni, ancora fumo nella nostra martoriata terra. Dalle sei  di questa mattina l’impianto di stoccaggio di rifiuti della Lea nell’area industriale di Marcianise è un rogo tossico.

L’ impianto appena una settimana fa era stato sequestrato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, in quanto “effettuava una gestione di rifiuti al di fuori dei limiti stabiliti dalla Regione Campania e causando gravi danni all’ambiente circostante”. 

Contro la Lea, che fa parte del gruppo Bruscino, lo stesso dell’impianto che prese fuoco lo scorso Luglio a San Vitaliano,  il sindaco, Antonello Veraldi, aveva messo in campo un’originale protesta. Alla fine di giugno, con sdraio e ombrellone, si era messo a presidiare, 24 ore su 24, l’ingresso dell’azienda per controllare i camion che venivano a scaricare. Poi 12 luglio, dopo ulteriori accertamenti dei vigili del fuoco e della Polizia municipale, aveva firmato un’ordinanza che stabiliva “la sospensione, con effetto immediato dell’attività e la conseguente chiusura al pubblico della ditta Lea”.

Pare che la ditta Lea non avesse neppure a norma le procedure antincendio. Lavoro durissimo per i vigili del fuoco e tanta rabbia nelel parole del sindaco. . “Ci avviamo a vivere una giornata drammatica: il fumo rischia di avvolgere la città – ci dice il sindaco -. È un grande disastro ambientale, più di quanto si possa immaginare. È una drammatica sconfitta per tutti quelli che cercano di difendere l’ambiente, non solo a Marcianise”.
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