ROMA – Sono accusati di far parte della rete italiana del terrorista Anis Amri, l’uomo della strage al mercato di Natale di Berlino, l’uomo che il 19 dicembre 2016 si andò a schiantare con un camion sulla folla, uccidendo 12 persone, e per questo destinatari di cinque mandati di cattura da parte del Gip di Roma, Costantino Del Robbio.
Si tratta del palestinese Abdel Salem Napulsi, già detenuto a Rebibbia e quattro tunisini: Akram Baazaoui, Mohamed Baazoui, Dhiaddine Baazaoui e Rabie Baazoui, residenti a Napoli e nel casertano.
Amri, come noto, venne ucciso 4 giorni dopo, il 23, fuori la stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, nel milanese, da due poliziotti. Nei mesi successive le indagini portarono all’espulsione di tre dei suoi conoscenti che vivevano in provincia di Latina, ritenuti essere pericolosi per la sicurezza nazionale.
Quattro arresti per terrorismo nel casertano
L’inchiesta vede ora nuovi sviluppoi sulla sua rete, che avrebbe quindi base anche nel casertano. Il membro più noto della banda è Abdel Salem Napulsi, 38enne già recluso nel carcere di Rebibbia. Ai quattro tunisini, invece, la procura di Roma contesta l’associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione dei documenti e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I quattro avrebbero fatto entrare illegalmente sul territorio italiano un centinaio di connazionali e, dietro pagamento di denaro, fornivano carte d’identità e patenti fasulle per proseguire il viaggio verso Francia e Germania.
Secondo gli inquirenti Napulsi avrebbe mantenuto dall’Italia contatti diretti con ambienti riconducibili all’Isis, lasciandosi inoltre andare in telefonate intercettate dalla polizia. In una di queste, del 23 agosto scorso, il palestinese si scaglia contro gli infedeli occidentali: “Bisognerebbe mettere la loro testa sul tagliere e via, e colpire (mozzare la testa) e avanti un altro”, e “Tagliargli la testa e i genitali!”.
