
FROSINONE – Era rinchiuso al 41bis il 44enne Alessandro MENDITTI esponente dell’omonimo clan di Recale alleato con i “Quaqquaroni” di Marcianise e poi nella seconda metà degli anni 90 passato con i “Mazzacane” dei Belforte. Fu arrestato nel 2012 dalla Squadra Mobile casertana per reati di stampo mafioso. Il Menditti, insieme ad un albanese, si è reso protagonista di una rocambolesca evasione.
Da quello riferito dal sindacato della Polizia Penitenziaria, i due sono evasi dal reparto dove si trovavano detenuti, dopo aver praticato un foro nella cella dove erano rinchiusi e sono passati dietro una televisione, al buio salendo sul tetto del penitenziario e calandosi all’esterno con le classiche lenzuola annodate, oltretutto, l’albanese durante la discesa con le lenzuola è pure caduto mentre tentava di scavalcare la recinzione alta circa 10 metri, nella caduta ha riportato danni alla colonna vertebrale e questa caduta le è stata fatale perché si è accasciato al suolo, con la conseguenza del suo nuovo arresto e il trasferimento al policlinico Umberto I° di Roma mentrre il Menditti tutt’ora è uccel di bosco.
E’ scattata subito la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine, il tutto in conseguenza che dentro l’ambulanza che ha trasportato l’albanese al policlinico, sono stati trovati due telefoni cellulari e sicuramente il recalese è riuscito a fuggire con il supporto di qualcuno all’esterno ed è per questo che le ricerche sono concentrate tra il basso Lazio e la Campania.
