Scandalo a L’Aquila, a causa del maltempo congelate le tubature. Progetti C.A.S.E. al freddo

L’AQUILA – Gli impianti idrici e di riscaldamento dei Progetti C.A.S.E. costruiti nell’immediato post sisma per accogliere chi non aveva più un’abitazione, e tutt’ora utilizzati dalla popolazione, sono in serie difficoltà.

 

Infatti, da quando è iniziata l’ondata di gelo che ha portato le temperature aquilane a circa 15 gradi sotto lo zero, i “Moduli Abitativi Provvisori” (così sono stati chiamati anche se di provvisorio c’è ben poco a 7 anni dal sisma) sono privi d’acqua e di riscaldamento. Lo scandalo è che sono stati costruiti per resistere al freddo e invece  si bloccano subito.

 

Secondo i tecnici della società ANTAS, che si occupa della manutenzione, sarebbe proprio la temperatura rigida la causa principale. La formazione di ghiaccio all’interno delle tubature sta bloccando sia la fornitura di acqua che il riscaldamento.

In molti casi sono letteralmente scoppiate le tubature dell’acqua che corrono sui solai dei sottopiastra,  esposte al vento e al gelo, così come i tubi di distribuzione verticali, posti nei corpi scala e gli stessi  contatori dell’acqua. Anche le caldaie hanno subito molti danni, soprattutto dovuti al maggior carico di lavoro a cui sono state sottoposte, per contrastare le basse temperature. 

 

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Nelle zone più fredde, come Assergi, il sottodimensionamento delle caldaie non consente all’impianto di riscaldamento di raggiungere le temperature adeguate all’interno degli alloggi. 

Ulteriori problemi si sono avuti a causa della presenza di alloggi non abitati, il cui mancato utilizzo dell’acqua ha favorito il congelamento e lo scoppio delle tubature con conseguenti perdite d’acqua. 

 

Il settore Ricostruzione pubblica del Comune dell’Aquila sottolinea che, oltre alla eccezionalità del maltempo, per gli edifici del Progetto CASE si è aggiunta l’inadeguatezza del sistema impiantistico a reagire alle basse temperature.

Si tratta di un adeguamento che comporterebbe interventi radicali troppo onerosi per l’amministrazione comunale, che non ha mai voluto il progetto, tantomeno provveduto alla realizzazione dei complessi.

 

Nonostante il grande sforzo profuso dall’azienda di manutenzione, i tempi di ritorno alla normalità non sono stati immediati, a causa della complessità e del numero di interventi da eseguire su 167 edifici (con due o tre caldaie ad edificio), della dispersione degli edifici nel territorio, nonché della necessità di reperimento dei materiali e dei pezzi di ricambio durante il periodo di festività appena trascorse. 

A tutto ciò si è aggiunto l’intasamento del call center della ANTAS, per le numerose segnalazioni di guasti. 

Il suggerimento in questi casi è di lasciare scorrere sempre una minima quantità di acqua fredda al fine di evitare il congelamento delle tubazioni.

Intanto gli aquilani si preparano per un’altra notte di freddo ed una prossima ondata di gelo prevista.