
SAN MARCELlINO (Caserta) – Un’organizzazione che gestiva il traffico di migranti, favorendo il rilascio di permessi di soggiorno sulla base di assunzioni fittizie in aziende tessili. Sono otto le misure cautelari (5 ordinanze di custodia in carcere e 3 obblighi di dimora) eseguite oggi dai carabinieri del Ros nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ruota attorno alla figura del quarantunenne tunisino Mohamed Kamel Edine Khemiri.
L’uomo, finito in carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al falso, è indagato per terrorismo internazionale e ritenuto un affiliato dell’Isis. Era pronto “in linea concettuale a colpire in Italia”, ha spiegato il comandante del Ros, il generale Giuseppe Governale. Khemiri, che viveva da tempo a San Marcellino, in provincia di Caserta, e aveva preso alloggio in un locale adiacente alla moschea, è considerato dunque un potenziale terrorista: per due
volte il pm di Napoli Luigi Cannavale, del pool antiterrorismo, ne aveva sollecitato l’arresto vedendosi respingere la richiesta dal gip.
Gli inquirenti hanno preferito eludere le domande su una questione centrale sollevata dall’inchiesta, cioè l’esistenza di un rischio di infiltrazioni jihadiste nella gestione del traffico di migranti, come sembra tuttavia confermare il ruolo di primo piano rivestito da Khemiri, uno che al telefono, o attraverso post su Facebook e Twitter, plaudiva all’uccisione di israeliani e gioiva alla notizie dell’assalto a Charlie Hebdo e al supermercato kosher di Parigi. E uno, come si legge nelle carte della procura, che avrebbe svolto azione di proselitismo pro-Isis tra i migranti.
Oggi il pm Cannavale ha emesso nei suoi confronti un avviso di conclusione delle indagini preliminari per le ipotesi di reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e apologia del terrorismo. Per i magistrati del pool antiterrorismo avrebbe incoraggiato “sentimenti di acceso anti semitismo ed antioccidentalismo attraverso pubblicazioni di scritti, filmati e fotografie sui profili di Facebook e twitter”.
La sua sarebbe stata un’attività di propaganda a favore dell’Isis che si sostanziava “nell’incitamento alla
commissione di azioni armate attraverso l’esaltazione di atti terroristici, l’enfatizzazione di scritti coranici
strumentalmente distorti al fine di legittimare le stesse azioni”. E soprattutto, come detto, avrebbe svolto un’attività di “proselitismo in favore delle organizzazioni islamiste inducendo alla radicalizzazione religiosa alcuni immigrati di fede musulmana”.
Gli altri destinatari delle misure cautelari sono marocchini, tunisini, bengalesi e algerini. L’indagine fu
avviata dalla Procura di Napoli in seguito al monitoraggio svolto dagli investigatori del Ros sui social network. I carabinieri, guidati dal generale Governale e dal colonnello Gianluca Piasentin, si sono imbattuti in Khemiri attraverso un altro straniero indagato in Puglia, che era in contatto con il tunisino residente nel Casertano.
Il fascicolo, dopo il diniego all’arresto di Kamel da parte del gip di Napoli, fu trasmesso alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore Maria Antonietta Troncone e dall’aggiunto Antonio D’Amato. Gli inquirenti hanno svolto accertamenti sul giro di permessi di soggiorno che coinvolgeva il tunisino. Ad essere raggirati gli uffici della questura di Caserta, cui il tunisino e i complici hanno presentato fatture false per provare le prestazioni lavorative rilasciate agli immigrati da aziende tessili di proprietà degli indagati, nonché falsi contratti di assunzione, firmati anche da imprenditori compiacenti, qualcuno
italiano.
I beneficiari dei permessi avrebbero pagato alla banda in media 600 euro a testa. Tra le vicende emerse, quella relativa all’indagato Mohammed Modouakh, domiciliato in Francia, residente in modo fittizio in Italia presso l’abitazione dell’altro indagato Mohammed Charraki e risultato titolare di un’impresa fantasma di commercio al dettaglio, che gli ha consentito di ottenere il rinnovo del permesso.
