CASERTA – Concorso esterno in associazione mafiosa. E’ questa l’ipotesi di reato per cui è indagato il presidente regionale del Pd e consigliere a Palazzo Santa Lucia Stefano Graziano, che dal 2013 al 2015 è stato consigliere prima del governo Leconcorso esterno in associaziontta poi dell’esecutivo Renzi. L’inchiesta in questione è quella che oggi ha portato nell’operazione congiunta di Guardia di finanza e carabinieri: nove le persone arrestate perché accusate di favorire il clan dei Casalesi in alcuni appalti. Le forze dell’ordine hanno perquisito le abitazioni di proprietà di Graziano a Roma e Teverola (Caserta) e nell’ufficio che ha a disposizione come consigliere regionale nella sede del Consiglio, al Centro Direzionale di Napoli. L’ipotesi di reato che si formula nel decreto di perquisizione nei suoi confronti è, come detto, di concorso esterno in associazione camorristica.
Per gli inquirenti, l’esponente politico ha chiesto e ottenuto appoggi elettorali in riferimento alle ultime consultazioni per l’elezione del Consiglio regionale della Campania. Secondo tale ipotesi, Graziano si sarebbe posto “come punto di riferimento politico ed amministrativo” del clan Zagariadel quale è accusato di far parte Alessandro Zagaria, omonimo del boss, arrestato oggi. Lo spunto investigativo è stato offerto da una intercettazione di colloqui tra Alessandro Zagaria e Biagio Di Muro, l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, anch’egli arrestato oggi. Colloqui nel corso dei quali si faceva riferimento all’appoggio elettorale che occorreva garantire a Graziano. Quest’ultimo si sarebbe attivato – ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda – per favorire ilfinanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti, al centro dell’inchiesta.
La carriera di Graziano: da Aversa fino a Palazzo Chigi
Stefano Graziano è stato parlamentare fino al 2013 e per il Partito democratico ha ricoperto anche incarichi governativi. E’ statoEnrico Letta, infatti, a nominarlo consigliere per l’attuazione del programma di governo alla presidenza del consiglio dei ministri nel settembre 2013. Matteo Renzi lo ha confermato nello stesso ruolo, da cui Graziano – come spiega lui stesso sul suo sito – si è dimesso “per motivi etici all’atto dell’accettazione della candidatura in Consiglio Regionale, per non ricoprire un duplice ruolo”.Considerando che le elezioni regionali in Campania ci sono state nella primavera dell’anno scorso, si può affermare con certezza che Graziano è rimasto a Palazzo Chigi fino a 2015 inoltrato. Nel frattempo, nel 2014, è diventato presidente regionale del Partito democratico.
