MONDRAGONE (Caserta) – Nuovo arresto per il “re della mozzarella” Giuseppe Mandara. La DIA di Napoli ha eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta dei pubblici ministeri della DDA partenopea. L’ordinanza è stata firmata dai sostituti procuratori Alessandro Milita e Catello Maresca. L’arresto è scattato a conclusione di una attività investigativa, suffragata dalle dichiarazioni di diversi pentiti, e che mettono in evidenza la collusione tra il Mandare e il clan La Torre, che, grazie al potere economico del clan, è riuscito a creare il proprio impero industriale.
Le indagini della DIA hanno acceso un faro sull’evoluzione dell’impero Mandara, il cui stabilimento ha sede sulla Domitiana a Mondragone, in provincia di Caserta. A seguito delle indagini di natura patrimoniale, è emerso che, nel lontano 1983 Augusto La Torre, capo dell’omonimo clan, costituì con il Mandara una società a partecipazione mafiosa in cui il primo fu l’acquisto del caseificio dell’omonimo gruppo caseario.
La DIA, durante le indagini ha accertato che, tutta l’operazione venne finanziata con denaro contante interamente finanziato dal clan mondragonese, attraverso i familiari di La Torre. Gli stessi, ripianarono con ulteriori versamenti di denaro naturalmente “sporco”, l’intera situazione debitoria e che, lo stesso Mandara versava soldi sin dagli anni ’70, investendo complessivamente circa 700 milioni di lire.
Grazie al potere economico derivante dall’unione con il La Torre e del controllo territoriale del gruppo criminale nel mondragonese, nel corso degli anni, il “re della mozzarella” è riuscito a creare un impero economico nell’’industria casearia.
Le successive indagini, per l’annullamento della misura cautelare già applicata al Mandara, oltre a evidenziare le prova di numerose circostanze già accertate nelle precedenti indagini, hanno permesso agli investigatori di ampliare il quadro probatorio, ricostruendo con precisione vari episodi di intimidazione ai danni dei proprietari di alcuni terreni a Mondragone: è una vicenda tutta estorsiva che ha consentito al Mandara l’estensione del caseificio e, in particolare, le gravissime condotte di depistaggio attuate da Mandara a beneficio del camorrista Augusto La Torre e dei suoi scugnizzi, delle indagini, svolte all’epoca dopo l’omicidio di Antonio Nugnes, assessore e vice sindaco di Mondragone, assassinato con il metodo della lupara bianca, tanto che dal luglio del 1990, il suo corpo non è stato mai ritrovato.
Ma man mano che passa il tempo, il regno del Mandara si allarga e oltre alle mozzarelle, incomincia ad occuparsi anche di terreni agricoli, ristoranti, e autotrasporto, e il business dell’agro mafia in Italia fattura circa 14 miliardi nel 2013, con un aumento da record del 12% rispetto a due anni prima, di sicuro in netto controtendenza rispetto alla fase recessiva in cui versa il Paese, questo afferma la Coldiretti, in proposito all’arresto del Mandara, che “la mafia trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi”, e alla Coldiretti affermano: “è un grave episodio che rischia di compromettere ulteriormente l’immagine dell’oro bianco, come è definita la mozzarella Dop che ogni anno fattura oltre 435 milioni di euro, e garantisce lavoro a circa 1.500 allevamenti.
