Caserta, operazione antidroga dello SCO e dell’FBI in molte Regioni: arresti anche nel Casertano

CASERTA – In queste ore, centinaia di uomini della Polizia e dell’Fbi stanno eseguendo in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti una serie di arresti e fermi nei confronti di soggetti legati alla “’Ndrangheta” calabrese e a famiglie mafiose americane responsabili, secondo le accuse, di un traffico internazionale di droga. In corso anche decine di perquisizioni.
 Un duro colpo gli investigatori stanno infliggendo non solo alla ‘ndrangheta, ma soprattutto al «ponte» che unisce tra le cosche calabresi con quella statunitense.
Gli arresti li stanno eseguendo gli uomini della Squadra mobile Reggina e lo SCO, il Servizio Centrale Operativo, nelle province di: Reggio Calabria, Napoli, Torino, Benevento, Caserta, Catanzaro, e New York negli Stati Uniti. L’inchiesta, denominata “New Bridge” e coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, ha permesso di scoprire e disarticolare un’organizzazione che fa capo alla ‘ndrangheta della Ionica calabrese e operava fra Italia, Stati Uniti, Canada, Centro e Sud America, insieme a famiglie mafiose americane e i narcos sudamericani.

Le accuse, ipotizzate dalla DDA, agli appartenenti all’organizzazione, vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio internazionale di stupefacenti, al riciclaggio e altri reati. Il “ponte” tra le due sponde dell’oceano, creato dalle ‘ndrine, è stato messo su per consentire alle famiglie mafiose americane di aprire un nuovo canale per il traffico di droga, quando accertato dalla Polizia e dall’ Fbi, che ha portato al blitz.
Alcuni degli arrestati a New York dalla Polizia e dall’Fbi avevano legami con la storica famiglia mafiosa facente capo a Michele Gambino. Mentre tra i fermati in Italia, anche soggetti legati alle famiglie Ursino e Simonetta, capi di una potente cosca jonica calabrese, in stretto contatto con gli arrestati americani.

Complessivamente sono 26 i provvedimenti restrittivi destinati a soggetti italiani e statunitensi, di questi, otto sono destinatari persone residenti negli Stati Uniti, dove si trova un team di funzionari del Servizio Centrale Operativo della Polizia, mentre 18 riguardano soggetti in Italia, dove stanno operando anche uomini dell’Fbi. In tutto, gli indagati sono circa 40. L’indagine che ha portato al blitz di oggi è stata possibile grazie al protocollo tra Italia e Stati Uniti in base al quale è previsto lo scambio di investigatori esperti nella lotta alle organizzazioni mafiose.

L’operazione, diretta dal procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho, dall’aggiunto Nicola Gratteri e del pm Paolo Sirleo per l’Italia, e dell’Eastern District di New York per gli Usa, le indagini, hanno visto l’utilizzo di agenti sotto copertura dello SCO e dell’FBI, ed hanno consentito di sequestrare oltre otto chili di droga a New York e Reggio Calabria. La polizia italiana, è stata coadiuvata dall’Interpool e dell’Europol. Per gli inquirenti, la cocaina, proveniente dal Sud America, sarebbe dovuta arrivare nel porto di Gioia Tauro, nascosta in barattoli di frutta, questo è stato appurato dello SCO, dagli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria e dall’FBI che hanno consentito il blitz di oggi. La spedizione della droga, secondo quanto è stato ricostruito, avrebbe dovuto avvenire dalla Guyana francese, la cocaina, in forma liquida, avrebbe dovuto essere nascosta all’interno di barattoli di ananas o cocco e spedita a Gioia Tauro.