
CASERTA – Un paese tranquillo. Dove le persone si conoscono tutte o quasi tutte e dove, fino a pochi anni fa era consuetudine lasciare anche la “porta aperta”. Ora, invece, non solo è impensabile lasciare le porte aperte ma si è fatta impellente l’esigenza di rinforzare tutte le porte. Serrature, catenacci, spranghe di ferro. E tutto questo per preservare la propria incolumità e la pace del proprio “talamo”. Ci troviamo nel quartiere di Casertavecchia, che include anche Casola, Pozzovetere e Sommana. Sono settimane che gli abitanti di questi ameni paesini cullati fra i colli Tifatini vivono con il terrore di ricevere una “visita” per nulla piacevole. Ladri. Ladri che non solo girano nel cuore della notte ma anche in “prima serata”. Forzano le porte delle abitazioni e sottraggono i “preziosi averi” a famiglie spesso umili che, sovente si trovano all’interno della medesima casa con il rischio di essere assaliti. Vilipendio e vituperio. Che tristezza. Le forze dell’ordine, raramente si fanno vedere sui colli e così non possono neanche tentare di tutelare quegli stessi cittadini che pur pagando le tasse, corrono il rischio di vedersi sottrarre ricordi di una vita. Ma non solo, quando qualcuno entra in casa e viola la tua “privacy”, ti senti svuotato e anche a casa tua hai paura. Gli abitanti del borgo e dei paesi annessi gridano alle istituzioni il proprio rammarico. La disperazione di essere stati abbandonati e invocano l’aiuto per uscire da una situazione in cui non è assolutamente piacevole vivere. Chi lascia la propria auto in strada rischia di non trovarla mentre, nelle scorse sere anche quelle custodite gelosamente nei garage sono state trafugate. “Cosa dobbiamo fare?” Si interrogano i cittadini delle frazioni di Caserta, visto che il problema è lo stesso che stanno vivendo anche in altri piccoli e ameni paesi della provincia di Caserta.
