VILLA LITERNO (Caserta) – Arresto a sorpresa nel mondo politico campano. E’ finito in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa il consigliere regionale Pd della Campania, nonché ex sindaco di Villa Literno, Enrico Fabozzi.
L’ex sindaco, secondo l’accusa della Dda (Direzione distrettuale antimafia), avrebbe stretto un patto con il clan dei Casalesi, in particolare con il gruppo capeggiato dal boss Domenico Bidognetti, per procurarsi appoggi elettorali e altro in cambio della concessione di appalti ai camorristi.
I carabinieri hanno arrestato anche altre 8 persone, ritenute responsabili a vario titolo di concorso esterno in associazione camorristica, estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante violenza e minaccia, corruzione, impiego di denaro di provenienza illecita e ricettazione, reati tutti aggravati dalla finalità di agevolare il clan “dei casalesi”.
Fra gli arrestati, anche imprenditori di rilievo nazionale accusati di concorso esterno nel clan, tra cui Pasquale e Giusepe Mastrominico, gia’ coinvolti nell’inchiesta sul G8 dell’Aquila. I due sono ritenuti legati al gruppo dei Casalesi capeggiato da Antonio Iovine, da un anno in galera, dopo 15 di latitanza. I fratelli Mastrominico si sarebbero aggiudicati grazie a Fabozzi, tra l’altro, un appalto illegale a Gragnano, la cittadina in provincia di Napoli di cui è sindaco Annarita Patriarca, del Pdl, moglie del sindaco di San Cipriano d’Aversa (Caserta), Enrico Martinelli. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emessa su richiesta dei pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio ed Enrica Parascandolo, della Dda.
Fabozzi da qualche tempo, dopo una prima vicissitudine giudiziaria, era passato nel gruppo misto, dopo essere stato eletto nelle fila del Pd. Ma la sua militanza storica è sempre stata nelle file dalla sinistra.
