Marcianise, confiscati beni per 110 milioni ai Belforte e Tartaglione: anche una villa a Vaccheria

MARCIANISE (Caserta) – E’ il piu’ imponente provvedimento del genere messo a segno finora in Campania: beni per 110 milioni di euro sono stati confiscati dalla DIA di Napoli al clan Belforte di Marcianise, cosca vicina alla potente organizzazione camorristica dei Casalesi.

 

Un duro colpo assestato alle finanze del ’clan del cemento’ da parte della Guardia di Finanza di Napoli e della DIA partenopea, che rende disponibili allo Stato numerosi beni
immobili e finanziari, tra cui anche una mega villa in una zona panoramica di Caserta, Vaccheria, tutti intestati a un prestanome, Salvatore Tartaglione, ma riconducibili a Salvatore Belforte, boss dell’omonimo clan.

 

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) su richiesta del direttore della DIA Maurizio Vallone, ha consentito la confisca di oltre sessanta immobili: interi stabili con decine di appartamenti e otto appezzamenti di terreno ma anche otto societa’, diciotto rapporti finanziari, oltre la mega villa da oltre quattromila metri quadrati, in localita’ Vaccheria (zona panoramica di Caserta), acquistata a un’asta pubblica dall’imprenditore Salvatore Tartaglione, incensurato, personaggio ritenuto dalla Dia prestanome e referente economico
dei Belforte.

 

Finiti sotto confisca anche due milioni e 615 mila euro, individuati sui conti correnti intestati alle societa’ del prestanome Tartaglione: i soldi – dice Vallone – saranno immessi immediatamente nel Fug (Fondo Unico Giustizia), istituito in uno
dei ’pacchetti sicurezza’, varati di recente dal governo, per essere poi destinati a dare supporto alle avvitita’ delle forze di polizia e della magistratura.

 

Significativa viene ritenuta dagli investigatori la figura del boss Salvatore Belforte, fratello del capo clan Domenico, da sempre, secondo la Dia, ’braccio armato dell’organizzazione, e killer violento e impulsivo’ e del prestanome Salvatore
Tartaglione: l’analisi dei flussi finanziari e degli incrementi economici da lui realizzati, infatti, ha dimostrato che il clan aveva accumulato ’un significativo e consistente incremento patrimoniale’ proprio nell’approssimarsi del periodo di consolidamento dei rapporti affaristici con Salvatore Belforte e all’instaurarsi del loro legame ’professionale’.

 

’Si tratta della piu’ grossa confisca operata finora in Campania – ha commentato il direttore della Dia – che sottrae moltissimi soldi all’organizzazione criminale. Fondi – spiega Vallone – che il gruppo avrebbe impiegato per operare sul territorio e per pagare gli stipendi ai propri affiliati’.