San Cipriano D’Aversa, arrestati 11 fiancheggiatori dei Casalesi. Anche una soldatessa del Piceno

SAN CIPRIANO D’AVERSA (Caserta) – Latitanti del clan dei Casalesi sono stati arrestati nel corso della notte durante un’operazione dei carabinieri di Aversa (Caserta). I militari stanno anche effettuando numerose perquisizioni alla ricerca del superlatitante Michele Zagaria. Le ricerche questa notte si sono concentrate nelle zone di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna e Casagiove. L’operazione e’ stata coordinata dalla Dda di Napoli.

 

Tra le 11 persone arrestate nell’ambito di una operazione anti camorra eseguita dai carabinieri del gruppo di Aversa vi e’ anche una soldatessa, Laura Titta, di 25 anni, in forza presso il 235° reggimento Piceno, noto alle cronache degli ultimi mesi per essere lo stesso dove fa l’istruttore Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea, la donna assassinata in un bosco del Teramano il 18 aprile scorso.

 

L’indagata avrebbe aiutato nel corso della sua latitanza il boss Emilio Di Caterino, attualmente collaboratore di giustizia, arrestato dai carabinieri a ottobre del 2008 a Terni. Il boss si stava recando a fare la spesa in un supermercato con la moglie e i tre figli ma fu intercettato dai carabinieri casertani. Oltre a Laura Titta tra gli 11 arrestati di stamattina vi e’ anche un’altra donna, Francesca Maisto di 29 anni.

 

Proprio dall’arresto di Di Caterino e’ nata l’indagine che ha portato oggi all’arresto di 11 persone. I carabinieri di Aversa hanno fatto chiarezza su un gruppo di persone che avrebbe appoggiato nel corso della loro latitanza latitanti del clan dei Casalesi e in particolar modo del gruppo che faceva capo a Giuseppe Setola, ritenuto il capo dell’ala stragista della cosca di Casal di Principe.

 

Si tratta di persone che avrebbero dato appoggi logistici ai latitanti, fornito loro il cibo, le auto per gli spostamenti e i rifugi dove nascondersi.

 

Chi è la soldatessa arrestata

 

Ancora alla ribalta della cronaca, nera, il 235/o Reggimento Piceno, dove presta servizio Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito vedovo di Melania Rea, la giovane donna originaria di Somma Vesuviana trovata uccisa ad aprile in un bosco del Teramano.

 

Nella stessa caserma e’ stata arrestata oggi la soldatessa 25enne Laura
Titta, tra le 11 persone arrestate questa mattina dai carabinieri di Aversa (Caserta) con l’accusa di favoreggiamento nei confronti del boss Giuseppe Setola e del suo gruppo.
La soldatessa prestava servizio al Rav da 10 giorni. Considerata un’insospettabile, avrebbe avuto un ruolo importante nella logistica del clan prestandosi a fare da autista nello spostamento dei latitanti e a consegnare loro i pasti.

 

Del Reggimento Piceno si era parlato, sempre in relazione al caso Rea, per via di una relazione extraconiugale di Parolisi con una soldatessa che era stata sua allieva, Ludovica P. Insomma, non c’e’ pace per il Rav. Giorni fa aveva spezzato una lancia in suo favore il sindaco di Ascoli Guido Castelli, incontrando nella caserma Clementi le 400 volontarie che hanno appena iniziato l’iter addestrativo. ’Le soldatesse del 235/o
Rav – aveva detto – sono un vanto per la citta’ di Ascoli perche’ rappresentano un modello culturale e dei valori di riferimento cui ci sentiamo particolarmente vicini’.

 

Il reggimento dell’Esercito e’ stato il primo ad aver aperto le porte alle reclute femminili.Presso il 235/o reggimento Piceno di Ascoli, la soldatessa Laura Titta aveva svolto l’addestramento tra il 2009 e il 2010, quando si era arruolata per la prima volta nell’esercito. Lo hanno accertato i carabinieri della stazione di Parete (Caserta), che questa mattina hanno prelevato la giovane nel capoluogo marchigiano per trasferirla al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.

 

Dopo l’addestramento, che si concluse nel marzo del 2010, Laura Titta fu trasferita in una caserma napoletana, dove rimase fino al congedo. Presento’ quindi una domanda di riammissione, in seguito alla quale stava frequentando da una decina di giorni un corso nella stessa caserma.