Santa Maria Capua Vetere, i pm chiedono conflitto di attribuzione per Cosentino. No Sel parte civile

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Una richiesta al tribunale di Santa Maria Capua Vetere perche’ sollevi davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di
attribuzione tra poteri dello Stato per utilizzare le intercettazioni relative a 46 telefonate, una richiesta che il Parlamento aveva negato. L’istanza dei pm della Dda di Napoli Giuseppe Narducci e Alessandro Milita e’ stata formulata oggi in aula al processo contro Nicola Cosentino, deputato del Pdl e coordinatore del partito in Campania, accusato di associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. Per
i pm quelle telefonate – intercettate su utenze di interlocutori di Cosentino – rappresentano un elemento importante a sostegno dell’accusa.

Tra gli elementi di prova indicati da Narducci e Milita figurano una serie di sentenze emesse al termine di processi sulle attivita’ dei Casalesi, e in particolare alcune
riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti da parte del clan. I magistrati intendono anche utilizzare una serie di telefonate intercettate nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Roma sulla cosiddetta P3, dove tra l’altro emergerebbe un presunto tentativo da parte dell’imputato di intervenire sulla Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi sulla misura cautelare che il gip di Napoli aveva emesso nei suoi confronti
(e di cui la Camera ha respinto la richiesta di esecuzione).

Su tutte gli elementi di prova elencati dai pm, alla prossima udienza, il 2 maggio prossimo, esprimeranno le proprie valutazioni i legali di Cosentino, gli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, dopodiche’ il Tribunale decidera’. Il Tribunale ha intanto respinto l’istanza di costituzione di parte civile avanzata dal Sel – Sinistra, ecologia e liberta’ – cosi’ come ha negato l’acquisizione dell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Cosentino e dei due provvedimenti con cui la Cassazione aveva confermato la misura restrittiva.

Come parte civile e’ stata ammessa dunque solo la societa’ Fibe, che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Non sara’ invece della partita neppure la presidenza del consiglio che era stata citata come parte offesa: l’avvocato dello Stato, regolarmente
informato (il mancato avviso aveva determinato, la scorsa udienza, il rinvio del processo) non si e’ presentato in aula. Cosentino ha partecipato all’udienza, seduto in prima fila
tra i suoi legali.

Ai giornalisti ha ribadito la propria estraneita’ ai fatti, esprimendo fiducia ’nel giudice terzo’ e rimarcando la circostanza che e’ stato egli stesso a chiedere di essere giudicato con rito immediato, evitando cosi’ le lungaggini dell’udienza preliminare. Gli e’ stata ricordata la definizione di ’associazione per delinquere’ utilizzata dal premier per i magistrati. ’C’e’ una piccola parte della magistratura che e’ politicizzata, e questo e’ sotto gli occhi di tutti’. E’ il caso anche dei magistrati che trattano il suo processo? ’Il caso sara’ valutato dal giudice naturale, io sono assolutamente estraneo alle accuse’.