Marcianise, estorcevano un coltivatore di tabacco: 4 arresti

MARCIANISE (Caserta) – La Polizia di Caserta ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone ritenute legate al clan ’Piccolo’ di Marcianise che rispondono dei reati di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso. I provvedimenti sono scaturiti da una richiesta formulata dalla procura anti mafia di Napoli che ha indagato sulle estorsioni di somme di denaro a un importante imprenditore agricolo, produttore di tabacco, al quale per due volte i 4 avevano incendiato un deposito dove stoccava ed essiccava le piante.

Nei mesi scorsi sono stati arrestati altri esponenti del clan camorristico in modo da interrompere la ripresa delle attivita’ estorsive nella zona di Marcianise da parte di Piccolo, clan uscito perdente dalla faida che, negli anni ’90 lo vide contrapposto all’organizzazione malavitosa dei Belforte.

Sono 7 in tutto gli indagati nell’ambito delle indagini della squadra mobile di Caserta su
estorsioni del clan Piccolo, detti ’Quaqquaroni’, di Marcianise, per una serie di episodi commessi nei confronti di un grosso imprenditore del settore della coltivazione del
tabacco e di imprenditori edili del Casertano. Quattro, pero’, sono stati arrestati. Si tratta di Mario Russo, 26 anni, che risponde anche del reato di detenzione e porto in luogo pubblico di un revolver clandestino, fatto per il quale, il 4 novembre 2009, era stato arrestato Antonio Di Leo che custodiva l’arma per suo conto; Pietro De Lise, 40 anni; Salvatore Silvestre, 43 anni; e Domenico Piccolo, 36 anni.

Dalle intercettazioni telefoniche emerge che alcuni degli imprenditori pagavano gia’ il pizzo a una donna e quindi, quando i quattro chiedono la loro parte, questi ultimi
commentano: “Gli ho detto che le femmine devono lavare solo le scale”. Quindi decidono di farsi trovare sul cantiere della vittima quando la donna, incaricata di ricevere la tangente, verra’ a riscuotere: “Il 19 ci sto anche io, me la vengo a prelevare io a quella”.

L’indagine della polizia si concentra sull’estorsione ai danni dell’imprenditore del tabacco. In una intercettazione i poliziotti hanno ascoltato tutte le fasi della richiesta. “Ora sto andando dove sta a infilare il tabacco”, dice uno degli indagati, “gli dico che domani mi deve portare tutto quanto”. Le indagini, avviate nella seconda meta’ del 2009, dopo una recrudescenza negli episodi intimidatori dalla evidente matrice estorsiva nel marcianisano, hanno permesso di rilevare un attivismo criminale sul territorio da parte del clan Piccolo, impegnato in una capillare attivita’ estorsiva ai danni di imprenditori e operatori economici, evidentemente incoraggiati dalla detenzione di tutti i principali e piu’ pericolosi esponenti degli antagonisti Belforte, colpiti negli ultimi anni da pesantissime condanne.

Nel novembre 2009, la procura antimafia di Napoli, sulla scorta dei primi esiti delle indagini della squadra mobile di Caserta, aveva gia’ emesso un decreto di fermo, per estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso, nei confronti di tre esponenti dei ’Quaqquaroni’, l’allora reggente del clan, Andrea Letizia, Michele Maietta e ancora Russo.