TORINO – Rapita, sequestrata e violentata per due giorni sotto la minaccia delle armi e l’effetto delle droghe da sette uomini, tra cui il figlio di un boss di Casal di Principe.
E’ la terribile storia – emersa oggi – capitata a una ragazza romena di 26 anni rapita da tre uomini a Torino e chiusa in un appartamento dove hanno abusato di lei anche altri quattro componenti del branco, e infine abbandonata sulla spiaggia di Metaponto (Matera) dove è stata trovata e soccorsa dai carabinieri.
Oggi i militari del Nucleo investigativo di Napoli hanno assicurato alla giustizia quattro persone, sottoposte a fermo per violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e per detenzione e porto illegali di armi da fuoco aggravati dal metodo mafioso. I fermati hanno un’eta’ compresa tra i 26 e 55 anni.
Tra loro c’è anche il figlio di un boss di Casal di Principe (Caserta). I complici sono di Mondragone, un altro centro del Casertano: si tratta di un pensionato, un ragioniere e una guardia giurata. I militari, oltre a cercare di identificare i tre aggressori mancanti, ritengono che i fermati possano essere autori di reati ancor più gravi.
La ragazza, da quanto si è appreso, era uscita per una serata da trascorrere a Torino in compagnia di amici prima che si trasformasse in un incubo: una volta rapita è stata drogata e tenuta chiusa in un appartamento dai suoi sequestratori che per due giorni l’hanno minacciata con le armi, picchiandola e seviziandola.
Il rapimento della donna e le successive violenze, si è appreso, risalgono al febbraio del
2009. Sono due i componenti del branco che mancano all’appello, anche loro originari del Casertano: una quinta persona delle sette che hanno usato violenza nei confronti della ragazza rumena, infatti, è stata identificata ed è già in carcere per altri reati.
I nomi dei quattro fermati sono: Giuseppe Borrata, 27 anni, disoccupato, figlio del boss dei Casalesi Francesco Borrata; Mario Grimaldi, 55, pensionato; Fabio Marotta, 26, ragioniere; e Carmine Timpanella, 32 anni, guardia giurata.
Gli ultimi tre, tutti incensurati, sono originari di Mondragone (Caserta). Tutti i fermati sono stati condotti nel carcere di Poggioreale a Napoli. Sono emersi inoltre altri particolari sulla vicenda: la ragazza, un’immigrata regolare che lavorava come badante a
Torino, fu avvicinata e fatta salire in macchina nel centro di Torino mentre si recava a casa di amici per trascorrere una serata in compagnia. Di li’ il sequestro e le successive
violenze. Ieri la donna, che ha collaborato alle indagini fornendo descrizioni precise dei suoi aguzzini, ha riconosciuto i suoi aggressori dando una svolta alle indagini durate due anni.
