Santa Maria Capua Vetere, tangenti per costruire supermarket

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Un giro di tangenti per la costruzione di un supermarket a Santa Maria Capua Vetere. Questa l’ipotesi di reato formulata nel 2009 dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di Rosario Migliore, funzionario della Regione Campania, e Ignazio Gagliardi, titolare di un supermercato di Casal di Principe che hanno chiesto e ottenuto 50mila euro dall’ingegnere Armando Bello,
titolare di una impresa che avrebbe gestito in franchising un punto vendita di un noto marchio della grande distribuzione.

Si trattava del supermercato Eurospin, e “per pagare i tecnici e i politici comunali” avrebbero chiesto altri 80mila euro, mai corrisposti, per gli esponenti del clan Casalesi che su garanzia di Gagliardi avrebbero acconsentito all’edificazione del supermarket senza chiedere il ’pizzo’ all’impresa appaltatrice.

I due erano andati a processo per i reati di millantato credito e tentativo di estorsione aggravato dal metodo mafioso; e la sentenza del collegio A della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Raffaello Magi (a latere Francesca Auriemma e Paola Cervo) e’ di condanna a 4 anni di reclusione per entrambi per tentata estorsione.

Revocati gli arresti domiciliari a loro carico. Il tribunale ha, inoltre, emesso ordinanza per i reati di corruzione o concussione di alcuni pubblici amministratori del comune di Santa Maria Capua Vetere, ancora da individuare, perche’ ha ritenuto che non sia stato
riscontrato nel dibattimento il reato di millantato credito e che quindi la procura dovrà indagare ancora.

Il pm Maurizio Giordano aveva chiesto per i due 9 anni di carcere. Gagliardi era gia’ noto agli ambienti investigativi perche’ durante il processo Spartacus I avrebbe fornito un alibi risultato falso a Walter Schiavone, fratello del boss Francesco detto Sandokan, teso a evitare la condanna di questo per concorso nell’omicidio di Vincenzo De Falco. Assolto, nella sentenza emessa oggi, Antonio Scarpati, accusato di riciclaggio, per il quale il pm
aveva chiesto una pena di quattro anni.

Nel processo i legali delle parti civili hanno chiesto il risarcimento del denaro versato e per il danno all’immagine.