RIMINI – I carabinieri del Ros hanno eseguito 10 fermi per estorsione aggravata ai danni di alcuni imprenditori che operano con le loro attivita’ commerciali a Rimini e a Riccione. I fermi sono stati emessi dalla procura distrettuale antimafia di Bologna. Le indagini dei carabinieri hanno documentato l’attivita’ criminosa di 3 clan collegati alla camorra campana, attivi sulla riviera romagnola e dediti ad attivita’ estorsive nei confronti di alcuni imprenditori locali.
I provvedimenti di urgenza sono stati necessari per la situazione di pericolo in cui si trovavano alcune delle vittime il cui diniego a sottostare alle richieste estorsive del sodalizio aveva indotto la pianificazione, da parte degli arrestati di violente ritorsioni nei loro confronti.
Tre gruppi criminali, ai quali sono riconducibili i dieci arrestati, costringevano, secondo la
ricostruzione dei Carabinieri, vari imprenditori locali della riviera romagnola a subire l’attivita’ estorsiva anche attraverso vessazioni di vario tipo come, ad esempio, la
minaccia del rapimento dei figli. In un caso gli estorsori erano in procinto di costringere alcune vittime a cedere imprese ed immobili ed erano giunti a paventare la forzata
sottoscrizione di una polizza vita il cui premio sarebbe stato poi incassato in caso di morte provocata.
Un imprenditore edile fu anche picchiato e, in una diversa occasione, costretto ad essere testimone del pestaggio di un altro commerciante. Un modo per convincerlo a saldare il proprio debito verso gli arrestati. Nella rete del sodalizio criminale sono finite diverse decine di imprenditori locali che svolgevano la loro attivita’ a Rimini, Riccione e San Marino.
Le vittime, hanno ricostruito gli investigatori, erano costrette a subire le condizioni di usura da parte di tre distinti gruppi criminali legati da una sorta di “patto” mai avvenuto prima in Emilia Romagna volto alla ripartizione dei proventi estorsivi sul territorio. Le indagini hanno, infatti, evidenziato che dopo aspri confronti sul campo i tre clan Vallefuoco, Mariniello e quello dei Casalesi legati alla fazione Schiavone erano
pervenuti ad accordi pacificatori su mandato dei “capi” campani. Vittime del gruppo criminale imprenditori in difficolta’ economiche.
Venivano avvicinati da membri del sodalizio criminale che si dicevano disposti a fornire liquidita’ immediata. Promessa che veniva mantenuta cosi’ da entrare in una sorta di rapporto confidenziale con la vittima che invece si trovava nei mesi successivi intrappolata nella ragnatela dell’usura e dell’estorsione.
I dieci fermi, emessi dalla Dda di Bologna su richiesta del Ros valutando oltre alla gravita’ del quadro probatorio anche il pericolo di fuga e quello di una reiterazione delle violenze per fini estorsivi, sono stati eseguiti a carico di: Gennaro Esposito, 37 anni di Pomigliano D’Arco (Napoli); Giovanni Formicola, 59 anni di Portici (Napoli); Ernesto Luciano 48 anni di Acerra (Napoli); Luigi Luciano 38 anni di Napoli; Pasquale Maisto 37 anni di Caserta; Giuseppe Mariniello 45 anni di Acerra (Napoli); Bruno Platone 44 anni di Cattolica (Rimini); Sergio Romano 45 anni di Napoli; Francesco Vallefuoco 43 anni di Brusciano (Napoli) e Massimo Venosa 36 anni di Caserta.
Nell’inchiesta del Ros dei carabinieri denominata “Vulcano” sono indagate altre 17
persone. In diverse perquisizioni domiciliari a carico degli arrestati, i militari hanno scoperto alcuni oggetti provento delle estorsioni come, ad esempio, alcuni orologi di valore modello Rolex. Inoltre, sempre dalle verifiche dei militari, e’ emerso che il clan Vallefuoco, operante nelle province di Rimini, Modena, Reggio Emilia e nella Repubblica di San Marino, interagiva anche con la societa’ finanziaria Fincapital.
Nell’estate 2010, tale societa’ diveniva, hanno riscontrato i carabinieri, oggetto di interesse anche del Clan dei casalesi che pero’ non riuscivano a rilevarla poiche’ le autorita’ di San Marino ne decretavano il commissariamento all’inizio di quest’anno. I risultati delle indagini, sono la dimostrazione, per il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso che anche l’Emilia Romagna e’ diventata “terreno di conquista” per attivita’ estorsive da parte della criminalita’ organizzata riconducibile, in questo caso, a clan campani.
