Casal di Principe, arrestati 8 casalesi: accusati di estorsione

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Otto persone ritenute affiliate alla fazione del clan dei Casalesi ritenuta capeggiata da Nicola Schiavone, figlio di ’Sandokan’, quest’ultimo uno dei capi storici della cosca, sono stati arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa (Caserta).

Sono accusati di tentate estorsioni continuate e aggravate dal metodo mafioso, nei confronti di numerosi imprenditori e commercianti della provincia di Caserta, alcuni dei quali, in alcune occasioni, sono stati minacciati e percossi per essersi rifiutati di pagare la cosiddetta ’rata di Natale’. Le altre due rate del pizzo imposto ad operatori economici e commercianti vengono richieste dai malavitosi, in prevalenza, a Pasqua e a Ferragosto.

Le indagini che hanno portato all’emissione dei provvedimenti restrittivi da parte del Tribunale di Napoli, sono state condotte dai carabinieri di Aversa e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.I decreti di fermo notificati stamane dai carabinieri sono stati emessi dai pm Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Catello Maresca, e Cesare Sirignano.

Dalle indagini e’ emerso, in particolare, che nella zona di Lusciano e Parete, un tempo roccaforte dell’ala bidognettiana del clan Casalesi, dopo la cattura del boss Giuseppe Setola, il controllo e’ stato acquisito dal gruppo Schiavone, che ha assorbito i vecchi militanti e provvede a pagarli. Le rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia a questo punto sono suffragate da importanti intercettazioni ambientali e
telefoniche. Emblematica quella in cui Luciano Gargiulo, capozona di Lusciano prima per i Bidognetti e poi per gli Schiavone, fermato oggi, afferma: ’Non ho niente a che vedere
con nessuno.

E’ cambiato il Vangelo, ’Cocchino’’. Grazie alle intercettazioni, gli investigatori hanno anche compreso che, nel moderno gergo dei Casalesi, il denaro proveniente dalle estorsioni e’ il cash.Ce’ anche il padre di un affiliato ritenuto vicino al killer, Giuseppe Setola, tra gli arrestati nell’operazione condotta dai carabinieri di Aversa contro un gruppo di otto persone ritenute responsabili di chiedere il pizzo di Natale nell’agro aversano. Si tratta di Luciano
Gargiulo, padre di Paolo detto ’Calimero’, arrestato con il killer Setola a Mignano Montelungo. Paolo Gargiulo, Giuseppe Setola, Raffaele Granata, Angelo Rucco e Giuseppe Barbato sono accusati di essere gli autori materiali della cosiddetta tentata strage di Santa Lucia compiuta nel dicembre 2008 a Trentola Ducenta.

Oltre a ’o Calimero, in manette Gianluca Alemanni, Luciano Pezone, Carlo Busiello, Nicola Ferrara, Raffaele Santoro, Giuseppe Granata Domenico Di Martino detto Mimmo o’ biondo. La banda, organica alla fazione della cosca facente capo a Francesco Schiavone detto Sandokan, minacciando imprenditori e commercianti tra Lusciano e Parete imponendogli la terza rata del pizzo (dopo Pasqua e Ferragosto, quella di Natale), i cui proventi servivano a sostenere le spese delle famiglie con affiliati in carcere. I proprietari di negozi e attivita’ erano stati a piu’ riprese oggetto di intimidazioni e anche percossi. Le indagini sono state
coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Napoli e hanno permesso di risalire ai responsabili delle intimidazioni, tra cui insospettabili incensurati.