Caserta, ci sarebbe anche il nome di Cantone nel mirino di Cosa Nostra

PALERMO – Ci sarebbe anche il nome del giudice campano Raffaele Cantone tra quelli indicati in un misterioso documento giunto alla dia di Caltanissetta alla fine del mese scorso. Cantone è uno dei simboli della lotta al clan dei Casalesi, ora è in Cassazione. Il coraggioso magistrato sarebbe stato già pedinato a Roma nei mesi scorsi.

Particolari inqietanti trapelano da questo documento dove si evincerebbe un summit tenuto in una cascina a Messina. Esponenti di cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra avrebbero fatto il punto per riaprire una nuova stagione di stragi. Magistrati, ma anche giornalisti sarebbero finiti nel mirino delle cosche.

A partire dal procuratore di Reggio Calabria  Giuseppe Pignatone e dal suo vice Michele Prestipino, giunti nella città reggina due anni fa da Palermo. In Sicilia misero fine alla quarantennale latitanza di Michele Provenzano.

Nella lista nera si leggerebbero anche i nomi del procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, il suo aggiunto Domenico Gozzo e il sostituto Nicolò Marino, “perché si occupano delle indagini sull’attentato a Borsellino – prosegue la fonte – e di altre vicende per cui i clan sono interessati”.

Subito sono state rinforzate le misure di sicurezza e parallelamente si indaga su questo documento. Ora gli interrogativi? La notizia è uscita per davvero da un ufficio investigativo oppure è un falso. Nessuna delle due ipotesi può essere scartata e le procure di Catanzaro e Catania stanno lavorando su questo.

Dal documento non si leggerebbero i nomi dei partecipanti, ma è rimasto in chiaro il passaggio in cui si legge “c’erano rappresentanti delle famiglie palermitane, uomini della locride e un napoletano”. Quanto basta per temere una pericolosa hoolding criminosa e spingere tutte le forze dell’ordine alla massima allerta.