La maledizione del Corriere di Caserta colpisce ancora: arrestato Guarino

CASERTA – Ieri mattina, a San Lorenzello (Benevento), i carabinieri della stazione di Cerreto Sannita, in esecuzione dell’ordine di carcerazione per determinazione di pene concorrenti per diffamazione a mezzo stampa, emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno, hanno arrestato il giornalista Gianluigi Guarino.

Il Corriere di Caserta

Le condanne subite da Guarino, 46 enne, sono legate a reati di diffamazione a mezzo stampa commessi dall’anno 2002 al 2005, quando il giornalista era il direttore de “Il Corriere di Caserta”, quotidiano locale ad ampia diffusione nel Casertano, al centro anche di uno straordinario caso giuridico di estorsione a mezzo stampa, che dovrebbe essere però destinato alla prescrizione. Una vera e propria maledizione da “Corriere di Caserta” sembra colpire ripetutamente Guarino, che nella veste di direttore non faceva altro che interpretare la linea del giornale. 

I doveri di un direttore

Il direttore di un mezzo d’informazione infatti è responsabile di ciò che scrivono i propri giornalisti, da qui il potere di modificare senza limiti ciò che scrivono, fino al caso limite di revocare al collega la firma. Nel caso di Guarino diverse condanne per diffamazione a mezzo stampa commesse in concorso con i colleghi o in proprio per titoli in prima pagina sono arrivate in giudicato senza che lo stesso direttore ne avesse contezza, avendo lasciato da alcuni anni la testata.

La Procura di Salerno

Mancando il dovuto contraddittorio la procura di Salerno, competente sul quotidiano casertano (stampato infatti in provincia di Salerno) ha applicato la condanna cumulando tutte le pene, non prendendo in esame la possibilità della continuazione.

Guarino in questi ultimi anni ha fondato e diretto un quotidiano on line, Casertace, a cui stanno giungendo numerosi attestati di solidarietà, mentre il suo legale, Raffaele Gaetano Crisileo, parla di “situazione che mi lascia veramente perplesso e sbalordito. Investiremo il competente tribunale della sorveglianza”.