AVERSA – Aveva il pallino delle rapine e prenda di mira caseifici e supermercati, nelle ore in cui vi erano solo done. I carabinieri indagano e mettono fine alla evidente attività resditizia del rapinatore. Nell’ ambito delle attività di contrasto alle fenomenologie criminali predatorie, i carabinieri della sezione operativa di Aversa unitamente a quelli della stazione di Frignano rintracciavano e traevano in arresto, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Angelo Capoluongo, classe 1951, residente a Villa di Briano, con precedenti per reati contro patrimonio.
I militari, a conclusione di una articolata e complessa indagine coordinata dal Pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere la dottoressa Manuela Persico, raccoglievano nei confronti del Capoluongo consistenti e gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati di cui sopra, che consentivano, all’ufficio G.i.p. – presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere di emettere il provvedimento restrittivo. In particolare, l’indiziato ritenuto responsabile di 13 rapine consumate ai danni di caseifici e supermercati, avvenute fra la metà di dicembre e la metà di gennaio scorsi.
Il modus operandi era sempre lo stesso: l’uomo a volto parzialmente coperto ed armato di pistola, si faceva consegnare gli incassi degli esercizi commerciali. I momenti migliori per entrare in azine, era quando all’interno degli esercizi vi erano solo donne. Alcune di essere tra l’altro, hanno assistito a più rapine restandone ogniqualvolta sconvolte. Le rapine per le quali, al momento, il Capoluongo e’ stato tratto in arresto sono avvenute:
in data 18 dicembre 2009, ore 18.30, in San Marcellino, rapina interno caseificio denominato “2g”, dove asportava l’incasso di 250 euro; in data 18 dicembre 2009, ore 19.00, in San Marcellino, supermercato denominato “gelo sud”, incasso pari a 300 euro; in data 21 dicembre 2009, ore 15.30, in San Marcellino, rapina interno caseificio denominato “2g”, magro l’incasso: 80 euro ma ci riprova dopo una settima ed ha più fortuna: il 28 dic 2009, ore 17.45, incasso: 270 euro; 02 gennaio 2010, ore 14.00, in San Sarcellino, “gelo sud”, incasso: 1.000 euro e, stesso giorno alle 18.40, al caseificio “2g”, portò via l’incasso di 350 euro; 04 gennaio 2010, ore 19.00, in Frignano, rapina interno caseificio denominato “bocconcino”, incasso: 1.700 euro; 07 gennaio 2010, ore 18.30, in Villa di Briano, rapina all’interno del caseificio “caseificio autieri”, asportò dalla cassa 400 euro; 09 gennaio 2010, ore 17.45, in San Marcellino, rapina all’interno del caseificio “la cascata”, l’incasso ammontava a 350 euro; 12 gennaio 2010, ore 18.10, in Frignano, rapina interno caseificio “bocconcino”, incasso: 1.000 euro; 13 gennaio 2010, ore 18.30, in Villa di Briano, ancora rapina al “caseificio autieri”, incasso: 200 euro; 15 gennaio 2010, ore 12.15, in San Marcellino, rapina interno caseificio “la cascata”, incasso: 80 euro;15 gennaio 2010, ore 13.02, in San Marcellino, rapina all’interno del caseificio denominato “caseificio Franzese”, di Villa di Briano, incasso: 250 euro.
Grazie all’utilizzo del database web-lase, le vittime hanno compiutamente riconosciuto il rapinatore mediante comparazioni fotografiche. Sono tuttora in corso le indagini per determinare se lo stesso possa essere coinvolto in analoghi fatti delittuosi avvenuti di recente ne’ll’agro aversano e nella provincia di Caserta. L’arma con cui rapinava le vittime, una beretta 92, è stata sequestrata ed è risultata, alle indagini, essere un’arma giocattolo, priva di tappo rosso, una replica di quelle in uso alle forze di polizia.
