Caserta, ambasciatore dei clan in libertà vigilata a Orta di Atella finisce in carcere a Modena

ORTA DI ATELLA (Caserta) – Ambasciatore dei clan operanti in Orta di Atella, continuava a fare danni nonostante la libertà vigilata. Ora conoscerà che vuol dire lavoro in carcere. I carabinieri della stazione di Orta di Atella hanno tratto in arresto  Mario Indaco, alias “pesciolino”, classe 1959, plenipotenziario dei comuni di Orta di Atella e Succivo, ritenuto affiliato al clan dei casalesi, legato al clan Moccia-Cennamo, sempre presente nell’area atellana.

L’uomo, che si trovava già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, si è reso responsabile di violazioni che si sono accumulate nel tempo fino a determinare un cambiamento nella sua misura.

Il 17 giugno 2009 il pregiudicato trovandosi già ristretto all’obbligo di firma, si è reso colpevole di ritardata presentazione per l’apposizione della stessa; il 2 ottobre 2009, è stato sorpreso alla guida di autovettura con patente revocata; il 30 dicembre dello stesso anno, ancora ritardata presentazione per l’apposizione della firma; il 30 dicembre 2010, l’uomo era ancora alla guida di autovettura con patente revocata, in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool e droga. Fermato, si scagliò contro gli operanti procurando loro lesioni gravi. Per questo è stato arrestato anche per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni colpose gravi.

Riconosciuto colpevole dei reati ad esso ascrittogli, il magistrato di sorveglianza ha ritenuto di dover trasformare la misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata in quella detentiva della casa del lavoro per 1 anno.

Dunque l’Indaco, nella mattinata odierna, è stato condotto presso la casa del Lavoro di Modena per essere internato.