AVERSA (Caserta) – Smantellata dagli Agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di Aversa, coordinata dagli Ispettori Antimo Diomaiuto e Alfredo Vargas, l’ultima costola di una organizzazione camorristica facente capo prima alla NCO e poi transitata nel Clan dei Casalesi. Questa mattina, gli agenti hanno arrestato quattro affiliati al clan dei casalesi dedito ad estorsioni con il metodo mafioso, imponendo il pizzo ai commercianti di Aversa, costretti a versare rate 3 volte all’anno ai vertici del sodalizio:
Di Girolamo Giuseppe, pluripregiudicato, 50 anni;
Di Girolamo Pasquale, pluripregiudicato, 48 anni;
Rosano Giovanni, pluripregiudicato, 56 anni;
Limaldi Nicola, pluripregiudicato 40 anni.
Nell’ambito di una più ampia indagine avviata verso la fine del 2006, emergeva l’esistenza di un gruppo delinquenziale dedito alle estorsioni, operante nel comune aversano, capeggiato dal Di Girolamo Giuseppe il quale, unitamente ad altri suoi uomini di fiducia facenti parte del medesimo gruppo criminale, esercitava richieste estorsive ai danni di esercizi commerciali di Aversa. Il Di Girolamo Giuseppe, alias “Peppe ‘o Biondo”, è un pluripregiudicato dall’elevata pericolosità sociale, il cui “curriculum criminale” ha avuto inizio nell’agro aversano già verso la fine degli anni ’70, allorquando venne arrestato per associazione per delinquere di stampo mafioso.
Nel corso degli anni il curriculum si è arricchito di reati diversi, è stato anche sottoposto alla misura restrittiva della sorveglianza speciale ed annovera precedenti per falsi in genere, reati contro la pubblica amministrazione, porto abusivo e detenzione di arma, contravvenzioni, associazione per delinquere, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione ed altro. Collaboratore di giustizia non ammesso, nè proposto allo speciale programma di protezione, è fratello del più noto Carmine Di Girolamo, alias “Carminiello’o Sbirro”.
Quest’ultimo, già collaboratore di giustizia, è ritenuto l’alter ego della oramai scomparsa organizzazione camorristica denominata N.C.O, (nuova camorra organizzata), capeggiata dal famigerato Raffaele Cutolo, successivamente, alleatosi alla cosca mafiosa del “clan dei casalesi”. Il Di Girolamo Giuseppe, servendosi della collaborazione di alcuni seguaci e di alcuni appartenenti al suo nucleo familiare, effettuava richieste estorsive distinte in tre periodi: Pasqua, Ferragosto e Natale, modalità tipica delle estorsioni effettuate dalla criminalità organizzata locale ai danni di commercianti operanti nel territorio.
Dalle attività tecniche eseguite, è emerso che il Di Girolamo Giuseppe, continuava la sua attività estorsiva grazie alla collaborazione del fratello Pasquale ed alcune persone fidate.Dalle indagini è emerso inoltre, che il Giuseppe è gestore di fatto di un albergo denominato “Hotel Bologna” ubicato in Follonica e, occupandosi anche del riciclaggio di titoli bancari, dall’importo anche elevato, utilizzava la suddetta società per celare le movimentazioni di cospicue somme di denaro, assegni, anche esteri, di provenienza fraudolenta e di attività estorsive poste in essere dal gruppo, nei confronti degli esercizi commerciali.
Le attività investigative degli agenti di polizia, ha fatto emergere una totale assenza da parte delle vittime, chiusesi nella consueta omertà e paura. Al termine delle indagini, sono stati identificati i soggetti facenti parte del sodalizio criminale capeggiati dal Di Girolamo e l’8 giugno 2010, su richiesta della DDA di Napoli, veniva emessa dal Gip del tribunale napoletano, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo gli adempimenti di rito, gli arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
