Caserta, scoperto il libro contabile di Schiavone: arrestati 11 casalesi

CASERTA – Ancora arresti all’interno del clan dei casalesi, in manette sono finiti undici affiliati di spicco a distanza di pochi giorni dalla cattura di altri 9 esponenti del clan criminale, il clan Schiavone, perde una buona fetta di affiliati.

Dall’alba di questa mattina, 9 giugno 2010 la Squadra Mobile di Caserta ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 11 esponenti del “Clan dei Casalesi – gruppo Schiavone”.

Il provvedimento è frutto delle indagini condotte dalla Polizia di Stato a seguito del sequestro del “libro mastro” del clan a Vincenzo Schiavone alias “coppertone”, attualmente ancora latitante, all’interno del quale venivano annotate la contabilità dell’associazione camorristica e l’elenco degli affiliati spesso indicati con termini gergali.  Proprio il contenuto del libro ha dato origine ad una complessa e prolungata indagine culminata, nel settembre 2008, nell’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ben 107 affiliati alla consorteria criminale, tra i quali numerosi capi zona.

Le attività di indagine e di verifica del contenuto della “contabilità” sequestrata a “Coppertone” non sono mai state interrotte, e sono stati acquisiti, anche attraverso attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale, significativi e determinanti riscontri circa l’organicità dei destinatari dell’odierno provvedimento restrittivo al “Clan dei Casalesi”. I riscontri che, peraltro, hanno trovato ulteriore suffragio nelle recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Farina Antonio e Piccolo Raffaele.

Le investigazioni hanno permesso di delineare il ruolo ricoperto nel gruppo da tutti i destinatari della misura cautelare, tra cui innanzitutto, spiccano i nomi di Antonio Monaco, capo zona e referente del “Clan Schiavone” nel comprensorio di Santa Maria C. V.. Dopo, l’arresto di Cicciariello e dei “Del Vecchio”; di Guglielmo Mirra, già uomo di fiducia e prestanome di Francesco Schiavone detto “Cicciariello”, entrambi liberi, e di Maria Giuseppa Cantiello , moglie di Pasquale Apicella, cl.1968, storico appartenente al clan dei Casalesi – detenuto ininterrottamente dal 1997 e condannato con sentenza definitiva nell’ambito del processo “Spartacus”, inizialmente organico alla famiglia “Bidognetti”, successivamente passato, insieme al gruppo del cognato Salvatore Cantiello, al Clan Schiavone.

Per quanto riguarda gli altri “arrestati”: Aldo Picca è uno storico appartenente al nucleo originario del clan, cognato di Giuseppe Quadrano, detenuto e condannato all’ergastolo; Ludovico Illibato ed i fratelli Mastrillo erano organici all’articolazione aversana del Clan Schiavone, di cui era referente Pasquale Ciocia; mentre Vincenzo Tessitore e Giovanni Fondino erano affiliati al gruppo di Gricignano d’Aversa capeggiato da Giuseppe Russo, soprannominato “o’ padrino” e dai fratelli Autiero, Andrea e Luigi, di cui il Fondino era nipote. Illibato, i fratelli Mastrillo, Tessitore e Fondino, svolgevano prevalentemente attività di raccolta delle estorsioni. Pasquale Vargas, per lungo tempo latitante e di recente arrestato, dopo avere militato nel clan “Bidognetti”, era transitato in quello degli “Schiavone” di cui era divenuto fidato referente sul litorale domitio, nel comprensorio di Castel Volturno e del Villaggio Coppola.