SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Nove persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere tra Grazzanise e Mondragone, nel Casertano, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a conclusione di indagini degli stessi carabinieri.
Sono accusate, a vario titolo, di truffa, contraffazione di documenti, furti, detenzione illegale di armi e munizioni ed altri reati contro il patrimonio e la persone.
Tra gli arrestati, alcuni dei quali legati da vincoli di parentela, figurano soggetti gia’ conosciuti alle forze dell’ordine. L’organizzazione utilizzava soprattutto per furti ed estorsioni, attraverso il considdetto cavallo di ritorno, anche persone di etnia rom.
Due bande operavano furti e rapine anche con ‘cavalli di ritorno’ nella provincia di Caserta, una a Mondragone e una a Grazzanise. Per i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere i due gruppi riuscivano a guadagnare fino a 4mila euro in un unico colpo. Dieci le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta denominata “Cayman”, su mandato del gip del tribunale samaritano. Un componente del gruppo, il montenegrino Miodrag Mijalovic, era latitante da quando si era sottratto al carcere perche’ la procura di Pescara lo accusa di
ricettazione di un Fiat Ducato nel luglio 2009, ma e’ stato arrestato questa mattina all’alba dai militari nel campo nomadi di Secondigliano.
Il presunto capo della banda di Mondragone era Modestino Camasso, 27enne, che era riuscito a farsi assumere ’in nero’ da un imprenditore che si occupava della distribuzione di carne presso negozi e centri commerciali. Le indagini hanno svelato che Camasso aveva simulato delle rapine di camion carichi di carne per poi rivendere la merce al
mercato nero, con la complicita’ di Giovanni Lancella e Wladimiro Menale, arrestati con lui oggi; l’uomo aveva fatto rubare una Fiat Panda e un computer dell’azienda in cui
lavorava. L’imprenditore, ignaro del ruolo di Camasso, aveva anche chiesto aiuto al suo dipendente per la restituzione con la tecnica del “cavallo di ritorno” della Fiat Panda.
Il gruppo di malviventi aveva eseguito anche dei furti di rame e rubinetti e cavi elettrici presso la clinica dismessa “Salus” di Pescopagano, una localita’ di Castelvolturno. Il gruppo di presunti ladri di Grazzanise faceva capo, invece, a Guido Frascogna, Giovanni Natale e a una donna di origini nomade, Sonja Muratorivic, arrestata questa mattina dai carabinieri.
Per commettere i reati, le due bande si servivano anche di persone di etnia rom.
