LUSCIANO (Caserta) – Ancora un successo dei carabinieri del casertano, dopo 5 anni di latitanza, è stato arrestato un affiliato di spicco al clan dei casalesi: Antonio Panaro, 42 anni, nato a Casal di Principe, ricercato dal 2003; deve scontare nove anni e quattro mesi di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione.
L’uomo, iscritto nella lista dei 30 latitanti più pericolosi, è ritenuto, sulla scorta delle informative delle forze dell’ordine, componente del direttivo che guida il cartello malavitoso di Terra di Lavoro ed appartenente alla fazione di Francesco Schiavone detto “Sandokan”.
I militari della stazione di Casal di Principe, diretta dal capitano Andrea Corinaldesi, hanno intercettato il latitante in un appartamento di via Goldoni a Lusciano, messo a disposizione da un favoreggiatore. Gli operanti hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione, sorpreso ed arrestato il Panaro.
Il covo in cui si era rifugiato era pieno di telecamere e computer, nonostante ciò, il camorrista non è riuscito a sfuggire, stavolta, alla cattura.
Il Panaro restò coinvolto insieme ad altri esponenti del clan, nel 966, in un’accusa di omicidio. La DDA, spiccò un mandato di cattura nei suoi confronti ma il camorrista si rese irreperibile; venne arrestato solo tre anni dopo, nel marzo 1999.
Nel 2002 il Panaro fa perdere le tracce dopo la scarcerazione, al termine del processo Scalzone. In tale occasione, l’uomo era imputato con l’accusa dell’omicidio dell’imprenditore edile Aldo Scalzone, noto come l’«avvocato», ucciso nel 1991 a San Cipriano d’Aversa, perché ritenuto un confidente della polizia. Gli avvocati però, dimostrarono, al termine del processo, che nessun pentito lo aveva esplicitamente accusato dell’omicidio e quindi il Panaro venne assolto tornando in libertà.
Da allora, l’uomo scomparve dalla circolazione dandosi ad una lunga latitanza. Solo da voci si sapeva che il boss Panaro, gestiva i traffici delle estorsioni dei casalesi in provincia di Caserta. Fino al pomeriggio di oggi quando, a seguito di un’importante operazione, il Panaro, nipote del boss Schiavone, è stato arrestato.
A seguito dell’operazione dei carabinieri e l’arresto del boss, il ministro Maroni, contento dell’ennesimo successo ottenuto, si è congratulato con il comandante generale dell’ Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli.
