CASERTA – Come nel film ’Gomorra’, pagavano gli agricoltori, scavavano enormi buche nei loro terreni e vi seppellivano rifiuti altamente tossici.
Nel processo di primo grado erano stati condannati solo per associazione per delinquere finalizzata alla truffa: la corte d’appello di
Napoli, invece, ha ritenuto otto tra titolari di aziende e autotrasportatori colpevoli anche di disastro ambientale doloso, accogliendo la tesi del pm Federico Bisceglia.
La sentenza e’ stata emessa dalla seconda sezione della corte d’appello (presidente Filippo Ingala, consiglieri Carlo Maddalena e Rosa Romano). Gli imputati dovranno anche risarcire
il ministero dell’Ambiente, la Regione Campania e le province di Napoli e Caserta, che si erano costituiti parti civili.
L’inchiesta ’Terra mia’ sei anni fa consenti’ di scoprire grandi quantita’ di rifiuti anche radioattivi sversati nelle campagne di Acerra, Marigliano e Nola e nei Regi Lagni. A distanza di tanto tempo, tuttavia, la bonifica dei luoghi non e’ ancora cominciata.
