Caserta, 60 enne si impicca nel garage di casa a Mondragone

MONDRAGONE (Caserta) – Scende nel garage di casa e si impicca alla soffitta, il cadavere è stato scoperto dall’ignara figlia. Una tragedia verificatasi a Mondragone.

Giuseppa Di Maio, nata a Castelvolturno il 22 ottobre 1950, domiciliata a Mondragone in via S. Agostino al civico 9 si è suicidata. La signora aveva vissuto per anni a Nichelino milanese, dove ancora aveva la residenza, ma da tempo dimorava nel casertano, era sposata. Giuseppa è andata nel garage questa mattina, ha preso una corda e si è impiccata al soffitto.

Il cadavere senza vita è stato scoperto dalla figlia che cercava la madre ed è scesa giù nel sottoscala, dove ha fatto la macabra scoperta: l’adorata madre penzolava dal soffitto. Sono stati inutili i soccorsi allertati dalla famiglia. Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale stazione per capire il motivo del gesto della poveretta.

Il corpo senza vita di Giuseppa è stato trasportato all’istituto di medicina legale del’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, in attesa di una visita autoptica, disposta dal pm Bottino.

Una famiglia distrutta,  che appariva serena, la donna era conosciuta da tutto il vicinato come una persona tranquilla, riservata. Apparentemente non c’erano motivi per fare quello che invece è accaduto.

Una tragedia immane  priva di senso, che familiari ed amici non si spiegano. Quale sia stato il motivo che ha spinto la donna a mettere fine alla sua vita in modo violento, per il momento resta un mistero. Il folle gesto della 60enne ha gettato nell’angoscia la sua famiglia, stupito amaramente il vicinato, gli amici.

Il funerale

 Si sono svolti questo pomeriggio del 26 marzo i funerali della 60enne Giuseppa Di Maio. Le indagini sul movente che ha portato la donna a commettere il folle gesto,hanno evidenziato un trascorso pieno di sofferenze,  una serenità rubata che l’ha gettata in un profondo stato di prostrazione.

Non si contano i suoi dolori che lentamente, hanno portato Giuseppa prima a morire dentro e poi a togliersi la vita. Tragedie che le hanno colpito gli affetti a lei più cari: prima la scomparsa della sua vera figlia, a soli 17 anni,  circa 12 anni  fa a Nichellino. La minore uscì di casa per una commissione e non fece più ritorno. Non si è mai più saputo nulla di lei. Questa storia la indebolì tanto che, alcuni anni dopo, la famiglia lasciò la città. Ma un crudele destino ha infierito ancora una volta contro la donna:  l’unico figlio ormai rimasto, fu colto da malore durante la disputa di una partita di calcetto e morì poco dopo.

Questa nuova tragedia, ha lasciato una seconda, lancinante, indelebile ferita nel cuore della già provata donna che intanto, aveva preso con sé una bambina e l’aveva crescita come sua figlia, riversando su di lei tutto l’amore che non poteva più dare alla vera figlia.

Una storia di dolore, che spezza il cuore e fa riflettere. Anche da morta però, le cose non sono andate lisce. Infatti, il rito funebre doveva essere celebrato nella chiesa Madre Dell’Incaldana a Mondragone, ma il parroco, don Riccardo Luberto, non ha voluto celebrare la santa messa. Il motivo di tale rifiuto, è giustificato dal fatto che, chi si toglie la vita non ha diritto di entrare in chiesa davanti a Dio. Forse Dio non aveva diritto di infierire in quel modo contro un essere umano.

Qualcuno asserisce che, la signora ha cercato la morte per ricongiungersi ai suoi cari. Resta solo l’amato consorte nel dolore.