Santa Maria a Vico, i nomi degli arrestati che avevano le bombe

SANTA MARIA A VICO (Caserta) – Alle 6 di questa mattina, gli agenti del commissariato di Maddaloni,hanno effettuato una perquisizione in varie abitazioni  all’interno di uno stabile di via Vico al civico 9, a Santa Maria a Vico.

Nel corso di tale attività, in una delle abitazioni, situata nel cortile comune dello stabile, occupata da Olimpia Negro, nata ad Alvignano il 27 novembre 1947, residente e dal figlio Corrado Verdino, nato il 10 gennaio 1967 a Caserta, è stato rinvenuto, celato in una botola accessibile tramite un finestrone, all’incirca 1 Kg. di sostanza stupefacente, del tipo cocaina.

La droga era in parte già predisposta in ovuli contenuti in circa 10 sacchetti, e per il resto allo stato grezzo. Nello stesso appartamento è stato anche rinvenuto un bilancino elettronico di precisione ed una confezione di bicarbonato di sodio, sostanza utile per il taglio.

In un altro appartamento, situato  sempre nel cortile comune ed abitato da Giovanni Valentino, nato a Sanata Maria a Vico il 16 dicembre 1967 e da sua moglie Maria Iovine, nata ad Acerra il 20 febbraio 1974, è stata rinvenuta una pistola automatica calibro 9×21, con matricola abrasa, una pistola automatica cal. 7,65, una bomba a mano ed all’incirca 180 proiettili dei due calibri.

Il materiale era tutto scrupolosamente celato in un baule. All’interno di una cassaforte, sempre nello stesso appartamento, sono stati inoltre rinvenuti circa 50.000 euro in banconote di vario taglio.

Nelle prime fasi della perquisizione, i poliziotti notavano una persona, conosciuta per tale Massimo Vigliotti, nato in Svizzera il 14 marzo 1972, con precedenti per spaccio di stupefacenti, che si affacciava da un balcone di un appartamento sito al primo piano dello stabile, per poi darsi alla fuga attraverso la parte posteriore dell’ abitazione.

All’interno dell’alloggio, a seguito di perquisizione, si rilevava la presenza di un monitor collegato ad una decina di telecamere posizionate all’interno della corte comune, ed all’imbocco del Vico Piselli, in modo da controllare tutti gli accessi allo stabile. A seguito delle perquisizione, in tale appartamento non si rinveniva altro.

Nell’immediatezza del rinvenimento della sostanza stupefacente, la Negro riferiva che detenesse la droga, per conto del Vigliotti Massimo, il quale si era dato alla fuga.