CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Venivano stipendiati dalla camorra e ne favorivano le malefatte. Costrinsero una parente di un pentito a tornare a casa, per poter tenere a bada il congiunto. Ancora due arresti nel clan Schiavone.
Nella mattinata di oggi 10 marzo 2010, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe,comandati dal capitano Corinaldesi, hanno dato esecuzione al Decreto di Fermo del P.M. emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Antonio Cangiano, 33 anni, alias “o’ scemuogno” e Luigi Iorio, 47 anni, alias “trentatrè”, entrambi affiliati con posizioni di spicco al clan camorristico “dei Casalesi”, appartenenti alla fazione Schiavone Francesco alias “Sandokan”.
I due sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di associazione di tipo mafioso e ricettazione. Allo Iorio inoltre, è stata contestata la violazione delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, irrogata ai sensi della normativa antimafia.
Entrambi sono accusati di violenza privata aggravata dal metodo mafioso, ai danni di una parente di un collaboratore di giustizia. I due camorristi infatti, dopo aver scoperto il luogo protetto in cui era stato trasferito, lo avevano costretto a rientrare nel Comune di Casal di Principe.
Il provvedimento scaturisce dall’intensa e prolungata attività d’indagine dei militari della Compagnia di Casal di Principe, anche con l’ausilio di strumentazione tecnica, che ha consentito di accertare che i predetti, oltre a partecipare all’associazione di tipo mafiosa, meglio nota con il nome di clan “dei Casalesi” e ricevere reiteratamente, ogni mese, uno stipendio prelevato dalle casse del sodalizio, si rendevano responsabili, nell’agosto del 2009, del delitto di violenza privata aggravata con il metodo mafioso.
I due fermati sono stati associati alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), a disposizione dei giudici.
