CAPODRISE (Caserta) – Il frastuono della musica a tarda ora, il via vai di clienti sempre numerosi e i condomini dello stabile dove la pizzeria Lanterna Rossa a Capodrise è ubicata, si lamentano e denunciano.
La polizia municipale raccoglie le proteste e si precipita sul luogo, ponendo sigilli cautelari ad una parte della struttura. Il locale è stato sequestrato e dissequestrato a seguito di ricorso al Tar, due volte. Un tendone che serve a proteggere il locale e la salute dei clienti, per il quale non serve permesso a costruire, è il motivo di allarme della municipalità.
Gli operanti hanno emesso un sequestro preventivo al locale in attesa che sia il giudice ad esprimersi. I proprietari si difendono e chiedono l’immediata rettifica dell’articolo riportato all’interno di un giornale, scritto da un precipitoso corrispondente, che potrebbe perfino sembrare di parte, non essendoci stato alcun “blitz”, da parte dei carabinieri.
Se pensiamo che la pizzeria è stata chiusa ben due volte per motivi discutibili e per altrettante volte, il gip di Santa Maria Capua Vetere, il dottor Baldassarre, si è espresso a favore dei proprietari, non rinvenendo alcuna violazione in merito alle norme di sicurezza o all’agibilità del locale, gli avvocati Salvatore Collella e l’avv. Rossella Maria Colella si chiedono se non si tratti di persecuzione nei confronti di chi lavora onestamente.
Intanto i professionisti difendono: “ non sono stati apposti i sigilli al citato gazebo. Sul punto giova sottolineare che lo stesso è stato realizzato su prescrizione dell’Asl CE 1, che nell’ottobre 2007,con apposito provvedimento, disponeva che il terrazzo della pizzeria fosse posto al riparo da insetti e dall’inquinamento stradale, per garantire la salute dei clienti. In ottemperanza alla detta direttiva, la proprietaria dell’immobile commissionava la realizzazione del tendaggio, ma i lavori venivano interrotti prima nel mese di marzo poi nel mese di giugno del 2009, dalla Polizia Municipale di Capodrise.
Gli stessi sottoponevano l’opera a sequestro preventivo, contestando la realizzazione di “una costruzione in assenza di Permesso a costruire” (la cd. concessione edilizia risale alla Legge Bucalossi. A seguito dell’emanazione del T.U. Edilizia-D.P.R. n. 380/2001-il provvedimento necessario all’esercizio dello jus aedificandi è definito Permesso a costruire!!).
In entrambi i casi il GIP di Santa Maria Capua Vetere provvedeva a dissequestrare il manufatto, per assenza del “Fumus del reato”. Ad avviso del GIP, trattasi di “una struttura semovibile, come il detto gazebo, non può assimilarsi ad una costruzione soggetta a permessi a costruire secondo l’art. ART.10, T.U. Edilizia!!!
A seguito dei due dissequestri, avvenuti non meno di due mesi fa, presso il locale intervenivano nuovamente, su denuncia di privati, la Polizia Municipale di Capodrise ed il responsabile dell’ Area Urbanistica, arch. Pontillo,che provvedevano a svolgere ulteriori rilievi sul manufatto.
Nonostante la chiara spiegazione del giudice, in ordine non abusiva del gazebo, lo stesso è stato oggetto di sequestro preventivo! I locali sono dotati di uscite di sicurezza, si trovano sul lato destro dell’ingresso dove v’è un’altra porta: l’uscita di sicurezza appunto!! Quella che viene definita “sala sotterranea” altro non è che un deposito!!”
Insomma, la legge è scritta nero su bianco, prima di infangare la gente che lavora, apportando cattiva pubblicità, meglio rinfrescarsi le idee.
“Opportuna pare un’ulteriore, non meno importante precisazione – continua l’avvocato Colella – in ordine alla realizzazione del tendaggio: sia la proprietaria dell’immobile che la titolare del locale, hanno provveduto a presentare alle competenti Autorità, amministrative e sanitarie, denuncia di inizio di attività.
