CASERTA – Non ci sarà l’incontro, alla casa comunale di Caserta, per la questione del canile comunale. Probabile accordo con l’assessore Piscitelli che fa sapere di voler risolvere la faccenda.
Sembra che gli animi si siano in qualche modo placati e che l’assessore alla sanità , abbia deciso di mettere fine al tira e molla con le gestrici del canile di Caserta. Il miracolo è avvenuto dopo la messa in onda su canale 5 dell’intervista fatta ad una delle responsabile, Simona Giannattasio, ad opera dell’amico degli animali Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la notizia.
Mentre il primo cittadino si è reso latitante, l’intervistato, l’assessore alla sanità del Comune di Caserta dottor Ferdinando Piscitelli, si è reso disponibile a trovare un accordo con le gestrici e quindi, credendo alle sue buone intenzioni e speranzose che l’incontro si farà nel più breve tempo possibile, il sit in al Comune domani non ci sarà .
Si spera che non si tratti solo di un rinvio, ma che si riesca davvero stavolta, a trovare un modo per venirsi incontro, per il bene degli animali e dei cittadini. Ennesima sconfitta per i media casertani: per cambiare le cose doveva intervenire la televisione nazionale.
Così tra le tante cose negative per cui siamo al centro dell’attenzione mediatica, c’è anche il favorire il randagismo, poiché, il canile ne conta molti di più di quanti dovrebbe contenerne, e si accusa le signore di lucrare perché li accettano.
Cita il sito del ministero della salute:
I cani vaganti sul territorio, singoli od in branchi, possono:
- rappresentare un potenziale rischio di aggressione per le persone
- diventare serbatoio e veicolo di malattie infettive, alcune delle quali trasmissibili all’uomo, non essendo sottoposti ad alcun controllo sanitario
- essere causa di incidenti stradali; ogni anno si registrano centinaia di incidenti stradali, anche mortali, causati da animali randagi: “chi abbandona un cane, dunque, non solo commette un reato penale (legge 189/2004), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposoâ€
- arrecare danni al bestiame domestico allevato
- arrecare danni agli animali selvatici
- alimentare il fenomeno del randagismo, in quanto non sterilizzati e spesso notevolmente prolifici
- essere causa di degrado ed inquinamento ambientale sia nel contesto urbano che nelle campagne, con conseguente polluzione di ratti, topi, sinantropi ed insetti che a loro volta costituiscono una possibile fonte di pericolo per l’uomo.
