Caserta, rubò macchinari in un portone privato: arrestato, si indaga su complice

CASERTA – Rapinano un imprenditore penetrando nel cortile di casa, arrestato uno dei ladri, si ndaga sul complice.

Nel tardo pomeriggio di ieri, 31 gennaio, gli agenti della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore aggiunto Rodolfo Ruperti, unitamente al personale del commissariato di Frattamaggiore (Napoli), hanno tratto in arresto il pluripregiudicato locale, Umberto Persico, nato l’11 dicembre 1964 in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio G.I.P., di Santa Maria Capua Vetere.

L’ordinanza è stata richiesta dalla Procura sammaritana in relazione al reato di furto pluriaggravato, per un fatto commesso nella notte del 17 settembre 2009. Il Persico, già gravato da numerosi precedenti contro il patrimonio ed evasioni, si introduceva, insieme ad un complice finora rimasto ignoto, all’interno del cortile di un imprenditore, dove era parcheggiato un autocarro Doblò sul quale erano custodite delle costose attrezzature.

I due malviventi, dopo essersi impossessati di un sofisticato gruppo elettrogeno, una caldaia ed altri attrezzi, che avevano caricati sulla loro macchina, tentavano di impossessarsi anche dell’automezzo.

Il rumore però, svegliava il proprietario di soprassalto che si precipitava alla finestra e si accorgeva del tentato furto. Mentre i ladri si diedero ad una precipitosamente fuga, l’imprenditore era riuscito a memorizzare la targa ed a scorgere il viso di uno dei due.

L’uomo si precipitò in caserma per la denuncia dalla quale scaturivano le indagini. Dalla targa della vettura e la descrizione dell’uomo, i militari sono risaliti al Persico, attuale proprietario della macchina.

L’ufficio Gip di santa Maria Capua Vetere, concordando pienamente con le valutazioni della Procura, ha applicato la misura cautelare in carcere per questo furto e per i precedenti nonché per evasione, poiché essendo stato più volte ammesso agli arresti domiciliari per analoghi reati, era evaso in diverse occasioni.

Il pregiudicato era ricercato da diversi giorni e non era rintracciabile presso la propria residenza, veniva dunque individuato presso l’attuale domicilio di Cardito.

Stabilito dunque che, la pena ai domiciliari non sono una pena adeguata al pregiudicato, lo stesso è stato tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale (Napoli), a disposizione della magistratura. Intanto, i militari stanno cercando il complice della rapina.