Aversa, arrestati 2 estorsori di Natale: chiedevano pizzo delle feste. Anche un marrocchino casalese

AVERSA (Caserta) – Il coraggio di un commerciante dell’Aversano, che ha denunciato i suoi estorsori, ha permesso ai carabinieri di Aversa di arrestare due persone, nell’ambito delle attivita’ di contrasto al racket.

I due arrestati, tra cui un magrebino, che gli investigatori ritengono inserito nella fazione dei Casalesi guidata da Francesco Schiavone, sono stati bloccati nelle rispettive abitazioni nelle prime ore di oggi, in esecuzione di un provvedimento della DDA di Napoli; il pm che coordina le indagini e’ Antonella Ardituro.

Gli arrestati sono accusati di avere tentato di imporre la cosiddetta tangente natalizia ad un commerciante dell’agro aversano. Il 14 dicembre scorso altri tre esponenti della fazione Schiavone dei ’Casalesi’ sono stati arrestati per estorsioni ai danni di operatori economici della zona di Aversa, dai quali si pretendeva la tangente di Natale a beneficio di affiliati in carcere ed alle loro famiglie.

In quella occasione i militari rivolsero un appello alle vittime del fenomeno, perche’ si facessero avanti a denunciare le rivendicazioni dei clan sul territorio.

E’ la prima volta che viene arrestato un marrocchino, formalmente membro a pieno titolo del clan dei Casalesi.

Gli arrestati

Sono Ferdinando Capone, di 45 anni e il magrebino Ismail Nielen, di 21 anni, i due presunti
estorsori arrestati nelle prime ore di oggi, in esecuzione di un decreto di fermo della Dda. I due erano pedinati da qualche settimana dai carabinieri del comando territoriale di Aversa,
guidato dal tenente colonnello Franco Marra.

Gli investigatori li ritengono in qualche modo coinvolti in alcuni attentati a saracinesche di negozi o ad autovetture di operatori economici e commercianti di Aversa, una delle citta’
campane con maggior fatturato commerciale e imprenditoriale nel settore terziario.

La denuncia, da parte di commercianti minacciati affinche’ pagassero la cosiddetta rata di Natale del pizzo, a beneficio di affiliati al clan in carcere e delle loro famiglie, ha accelerato l’indagine dei carabinieri.

Capone e Nielen sono stati arrestati con l’accusa di tentata estorsione aggravata per avere tentato di favorire il clan dei Casalesi.