CASTELVOLTURNO (Napoli) – Stefania Martinelli, la moglie del capo del gruppo di fuoco dei bidognettiani del clan dei casalesi Giuseppe Setola, condannata ma scarcerata; il figlio
del boss Francesco Bidognetti, Gianluca, condannato per l’agguato alla madre Anna Carrino, diventata collaboratore di Giustizia, nel quale furono ferite la cugina Francesca e la zia
Maria; condanna anche per l’ex maresciallo dei carabinieri Alfonso Bolognesi, arrestato l’inverno scorso dai suoi stessi colleghi.
Sono questi alcuni dei passaggi della sentenza pronunciata oggi dal gup di Napoli Luisa Toscano nell’ambito di un giudizio abbreviato per 48 imputati di estorsioni, atti
intimidatori, omicidi e tentati omicidi commessi nel 2008.
In particolare Bolognesi, legato ai titolari del bar Tropical di Castelvolturno vittime delle richieste di ’pizzo’, e’ stato condannato a 4 anni e 8 mesi, ma assolto da tre capi di accusa
contestati, tra cui quello di concorso esterno in associazione mafiosa per aver fornito informazioni su notizie di esecuzioni di ordinanze cautelari al clan e per aver dato consigli e
suggerimenti sulle indagini e perquisizioni che stavano per essere operate da parte dei carabinieri.
E’ stato invece condannato per due casi di corruzione, senza l’aggravante della finalita’ di agevolazione mafiosa, per avere incassato denaro in cambio dell’omesso controllo al bar e per aver accettato le denunce di furti simulati di auto.
I dati della vetture venivano inserite nel sistema informatico sdi – sistema in dotazione alle forze dell’ordine – e non veniva segnalato il rinvenimento alle compagnie assicurative, agevolando le truffe alle assicurazione.
Per Stefania Martinelli, poi, a fronte di una richiesta di 9 anni di carcere, sono stati comminati 2 anni di reclusione con pena sospesa e immediata scarcerazione per la
ricettazione dei soldi rinvenuti nel covo di via Cottolengo a Trentola Dugenta da cui Setola riusci’ a fuggire a gennaio, pochi giorni prima della sua cattura, mentre e’ caduta l’imputazione per la detenzione delle armi pure trovate li’.
Assolta dal reato di interposizione fittizia nella titolarita’ di beni Katia Bidognetti, figlia del boss e della Carrino; per lei, l’antimafia di Napoli, aveva chiesto la condanna a 5 anni
di carcere. Il fratello di Katia, Gianluca, e’ stato invece condannato a 8 anni per tentato omicidio, con l’aggravante di aver agito in favore del clan.
Michele Bidognetti, fratello del boss, e’ stato condannato a 6 anni. Condannato a 6 anni e 8 mesi anche Giovanni Lubello, genero del capoclan e marito di Katia.
Capitolo Gomorra
Il gup Toscano ha poi condannato alla pena di 8 anni di carcere Bernardino Terracciano, con l’accusa di associazione mafiosa. Terracciano e’ stato uno degli attori del film ’Gomorra’ diretti dal regista Matteo Garrone.
Ieri i carabinieri di Mondragone avevano arrestato un’altra ’star’ di Gomorra, Giovanni Venosa, per estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Complessivamente sono tre i camorristi prestati al cinema, per la realizzazione del film Gomorra, arrestati su ordine del pm della direzione distrettuale antimafia.
