CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Quattro decreti di fermo sono stati eseguiti questa mattina dai Carabinieri del Reparto territoriale di Aversa (Caserta), nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di affiliati alla fazione dei Casalesi capeggiata da Francesco Schiavone, detto Sandokan, uno dei capi storici
della cosca.
L’accusa e’ di estorsioni aggravate nei confronti di operatori economici e commercianti dell’agro aversano ed in particolare di Trentola Ducenta.
I quattro, Luigi Del Prete, di 25 anni,Carlo Tavoletta, di 36 anni, Giuseppe D’Aniello, di 40 anni e Paolo Davide Affidami, di 23 anni, tutti di Trentola Ducenta, farebbero parte di un gruppo emergente dell’organizzazione, particolarmente attiva in questo periodo di fine anno, per la riscossione del cosiddetto ’pizzo di Natale’ da destinare agli affiliati in carcere ed ai loro familiari.
Luigi Del Prete e’ nipote di Salvatore Orabona, che il gruppo stragista dei casalesi, capeggiato da Giuseppe Setola, tento’ di uccidere nel giorno di santa Lucia dello scorso anno a Trentola Ducenta.
Nell’occasione Setola ed altri componenti del gruppo stragista esplosero un centinaio di colpi di pistola e di fucile mitragliatore contro le abitazioni di Orabona e di un altro affiliato, ferendo, per errore, in maniera lieve una donna, Giuseppina Molitierno, di 46 anni, che si trovava al momento della sparatoria nel soggiorno del proprio villino.
Altri 3 fermi a Castelvolturno
La richiesta di pizzo a imprenditori e commercianti era legata alla possibilita’ di passare un Natale tranquillo, senza problemi per la propria attivita’ economica. I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, nel Napoletano, sono intervenuti a Castelvolturno (Caserta) e hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria tre persone che chiedevano denaro per conto del clan dei Casalesi.
I tre sono Ciro Aulitto, di 53 anni, e gli ucraini Uriy Raduchil, di 40 anni e Mihailo Draganchuk, di 48, tutti residenti a Castelvolturno. Nei loro confronti l’accusa di concorso in tentata estorsione con l’aggravante dell’articolo 7 della legge 203/1991 (per aver agito con metodi mafiosi), ai danni di 15 commercianti ed imprenditori dei vari settori, tutti di Castelvolturno e zone limitrofe.
L’attivita’ che ha portato al fermo dei tre e’ stata possibile grazie al rinvenimento nell’autovettura di Aulitto, di un foglietto di carta manoscritto con una serie di commercianti della provincia di Caserta da sottoporre al racket del pizzo. I tre sono stati portati nel carcere di Poggioreale.
