Caserta, ucciso per uno sguardo a donna a Santa Maria Capua Vetere: arrestati tutti gli assassini

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Sono stati arrestati i tre responsabili della rissa accusati dell’omicidio di Raffaele Di Caterino, il giovane di 23 anni di Casal di Principe percosso mortalmente il 13 novembre scorso per uno sguardo di troppo rivolto a una donna bulgara che stava uscendo dal carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo un colloquio con un congiunto accusato di omicidio.

La squadra mobile di Caserta ha arrestato tre slavi che avrebbero utilizzato persino mazze in ferro contro il 23 enne che stava attendendo l’uscita dal carcere di un familiare reso libero dal tribunale del Riesame.

Di Caterino era stato ricoverato all’ospedale di Caserta dove e’ morto, dopo dieci giorni di coma, in seguito alle ferite riportate. In carcere, nei giorni scorsi, era finito un rumeno che ora verrà scarcerato. Le indagini sono state coordinate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere.

Il decreto di fermo, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua, nell’ambito delle indagini
sull’ omicidio di Raffaele Di Caterino,di 23 anni, di Casal di Principe, aggredito e colpito con una spranga di ferro ed una piccozza al capo nell’area antistante il carcere di Santa Maria Capua Vetere e’ stato eseguito dalla Squadra Mobile di Caserta nei confronti di Bobo e Bruno Seydovic, di 22 e 20 anni, entrambi nati ad Aversa ma residenti nel campo nomadi di Giugliano (Na), Claudio Adzovic ,di 20 anni, nato a Mugnano di Napoli, ma residente a Castel Volturno.

L’arresto dei tre è avvenuto nella serata di ieri, in concomitanza con una fiaccolata organizzata a Casal di Principe da familiari ed amici di Di Caterino, morto nella sala di
rianimazione dell’ospedale di Caserta dopo una agonia durata 10 giorni.

Le indagini che il capo della Squadra Mobile, Rodolfo Ruperti, ha affidato al proprio vice, il vice questore Mario Vola, dopo l’identificazione della donna verso la quale l’ucciso ed altri amici avevano rivolto alcuni apprezzamenti si sono estese ai congiunti ed alle frequentazioni della donna anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali. Bobo Seydovic e Claudio Adzovic, sono rispettivamente il marito e il cognato della donna al centro della vicenda, Claudio Adzovic, il fratello.