CASTELVOLTURNO (Caserta) – In una masseria confiscata anni fa ad un’organizzazione criminale verranno allevati bovini e verra’ prodotta la tipica mozzarella aversana di bufala, l’oro bianco del casertano. Lo faranno alcuni giovani che imparare anno nei prossimi l’arte del casaro grazie ad una accordo tra la azienda agricola regionale ’Improsta’ e l’associazione ’Libera’.
La mozzarella verra’ poi venduta con il marchio ’Le Terre di don Peppino’, in ricordo del sacerdote Giuseppe Diana, ucciso dalla camorra in chiesa a Casal di Principe.
Il progetto e’ stato illustrato oggi, proprio nella masseria di via Cigno a Castel Volturno, dal presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, dall’assessore
all’Agricoltura, Gianfranco Nappi e dal sindaco di Castel Volturno, Francesco Nuzzo.
Un’iniziativa resa possibile grazie ad un notevole sforzo finanziario della Regione che ha speso prima un milione di euro per la bonifica del suoli e poi, proprio ieri, ha stanziato altri 5 milioni di euro per la gestione dei beni confiscati alla camorra. Parte di questi 5 milioni serviranno anche all’acquisto delle attrezzature per la produzione della mozzarella.
L’avvio, insomma, di un nuovo percorso, come ha sottolineato Bassolino ’perche’ dai beni confiscati alla camorra vengano nuove occasioni di lavoro per i giovani’ e che e’ stato sancito oggi simbolicamente con la messa a dimora di alcune piante che sono state prelevate dagli allevamenti della stessa regione.
La vecchia masseria di via Cigno e’ gia’ stata in parte ristrutturata. E’ stata riattata una ampia stalla e sono stati ricavati alcuni locali dove i giovani produrranno la mozzarella, dopo un addestramento sia pratico che teorico di quattro mesi presso l’azienda regionale Improsta’ di Eboli.
