Caserta, anche l’ex di Bidognetti parla di Cosentino. Ma molti sono de relato

NAPOLI – A confermare le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, l’imprenditore del settore rifiuti coinvolto nell’inchiesta sulle infiltrazioni dei clan nello smaltimento in Campania divenuto collaboratore di giustizia, sul patto “voti contro favori” (cosi’ lo definisce il gip Raffaele

Piccirillo nell’ordinanza di custodia cautelare ) tra il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino e la camorra dei Casalesi c’e’ anche Anna Carrino, ex compagna del boss

Francesco Bidognetti, che nel 2007 ha fatto la scelta del pentimento.

La ex moglie di Bidognetti

La donna fa “pregnanti dichiarazioni” che illuminano il rapporto tra Cosentino e Bernardo Cirillo, elemento di spicco del clan, “si’ da costituire un fatto provato capace di consolidare la tenuta complessiva del racconto di Vassallo”, scrive il gip.

Anna Carrino

Anna Carrino ricostruisce nell’interrogatorio del 24 aprile 2008 un episodio che vede l’esponente del Pdl interessarsi per conto di Francesco Bidognetti del trasferimento di Alessio Stolder, figlio del boss napoletano Raffaele Stolder, impegnato nel servizio militare volontario con ferma breve dal febbraio 2004.

Bidognetti e i napoletani

Il capo di una delle due fazioni dei Casalesi e il camorrista napoletani si sono conosciuti in carcere ad Ascoli Piceno e Bidognetti aveva persino incaricato l’allora compagna Anna di

versare uno stipendio mensile di mille euro alla moglie di Raffaele Stolder, Patrizia. Del “fatto del soldato” si parla in alcune delle intercettazioni legate all’inchiesta su Cosentino,

e, incalzata dai magistrati Anna Carrino cosi’ lo ricostruisce.

“Seppi dell’incontro tra Giovanni Lubello (sposato a Katia Bidognetti, figlia di Franesco, ndr.) e Bernardo Cirillo con l’onorevole Cosentino lo stesso giorno in cui si tenne – spiega

– me ne parlo’ Lubello che quella sera torno’ a casa tardi; ricordo che si doveva trattare del 2004-2005. Mi disse che si era incontrato a casa di Nicola Cosentino insieme a Cirillo e

in quell’occasione avevano chiesto un interessamento del parlamentare a favore di un figlio di Stolder.

Il figlio di Stolder

Questo ragazzo doveva andare a fare il soldato, come volontario, e Bidognetti aveva disposto che i due si rivolgessero a Cosentino per favorire il ragazzo per un avvicinamento a Napoli o a Caserta”. Sempre de relato, la donna aggiunge di aver saputo che “Cosentino disse che si sarebbe interessato per questo ragazzo e durante i colloqui si parlo’ spesso di

questa questione fino a che il ragazzo ebbe timore di poter essere mandato all’estero e quindi si disinteresso’ della cosa”.

Anna Carrino sottolinea che “Francesco Bidognetti conosce Nicola Cosentino da quando erano ragazzi” e che Lubello “non aveva piacere a recarsi da lui, cosi’ si faceva accompagnare da Cirillo che conosceva bene il parlamentare.

L’onorevole Cosentino era soprannominato ’o mericano, tutti lo chiamavano cosi’ a Casale”. Circa i rapporti tra Lubello e il parlamentare, la donna precisa che “mi risulta non corresse

buon sangue e non ne conosco i motivi. D’altra parte mi risulta invece che Cirillo fosse in buoni rapporti con Cosentino”.

“Anna Carrino – scrive il gip – attribuisce all’indagato Cosentino un comportamento rivelatore di una effettiva disponibilita’ verso le richieste di uno dei principali capi detenuti del clan dei Casalesi”.

A sostegno delle sua versione dei fatti, anche un colloquio tra Bidognetti e la figlia Katia

intercettato nel carcere di Ascoli il 20 maggio 2004. Anna Carrino, inoltre, nel verbale dell’11 aprile, fornisce altri chiarimenti su conversazioni intercettate in carcere tra

Bidognetti e i figli che testimoniano i rapporti esistenti tra famiglia del boss e quella del parlamentare, cementati da due matrimoni.

Quello del fratello di Nicola Cosentino, Mario, con Mirella Russo, sorella di Giuseppe, esponente di rilievo del clan dei casalesi, annota il gip; e quello del cugino di primo grado del sottosegretario, Palmiro Giovanni Cosentino, con Alfonsina Schiavone, figlia di Francesco, cugino omonimo del boss detto Sandokan, matrimonio festeggiato nell’aprile 2003 a “Villa Lucrezio” a Napoli, dove un servizio di osservazione della Direzione investigativa antimafia rileva nel parcheggio la Mercedes intestata a Giovanni Lubello, marito di Katia Bidognetti.

Le incongruenze

Sono molte le incongruenze, comunque, dell’ordinanza. Sia che Cosentino sia stato indagato da anni e che solo adesso viene emesso un provvedimento; sia che molte dichiarazioni utilizzate siano de relato. Ma, ovviamente queste sono dissertazioni giornalistiche. Saranno i giudici a verificarlo.