Caserta, caro estinto 2: i nomi e i ruoli dei coinvolti nell’operazione di Santa Maria Capua Vetere

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Sono 12 gli indagati nell’inchiesta Hallowen-Requiem, la seconda parte che delle indagini sulle pompe funebri e che ha portato, alle prime luci dell’alba di questa mattina, all’arresto di sette persone di cui 4 in carcere, tre ai domiciliari, e un divieto di dimora, oltre a 4 indagati.

I fatti contestati

Corruzione nell’assegnazione di onoranze funebri a imprese private e illecita concorrenza nel settore, mediante violenza e minaccia e tentata estorsione. Le indagini sono state eseguite dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di sei titolari di imprese funebri, di un collaboratore di un’azienda funebre e due centralinisti del Melorio.

I provvedimenti emessi dall’ufficio Gip di Santa Maria Capua Vetere sono stati eseguiti dai Carabinieri delle Compagnie di Santa Maria Capua Vetere e Caserta, e sono stati eseguiti nel comune sammaritano, Marcianise, Casal di Principe e Grazzanise.

L’attività di indagine sono la prosecuzione della cosiddetta operazione Thanatos che, il 26 gennaio 2009, portò a di 22 arresti e 8 divieti di dimora tra aziende funebri e impiegati dell’ospedale di Caserta.

Destinatari di provvedimenti:

Ordine di custodia cautelare in carcere per

Martino Vincenzo, classe 1965, Casal di Principe (Caserta), titolare di pompe funebri;

Palazzo Vincenzo, classe 1959, Grazzanise (Caserta) titolare di pompe funebri;

Cerreto Gaetano, classe 1973, Marcianise (Caserta) titolare di pompe funebri;

Arresti domiciliari Domiciliari

Monaco Antonio, classe 1965 di Curti, centralinista presso l’ospedale Melorio di Santa Maria C.V, (Caserta);

Santillo Raffaele, classe 1945, centralinista presso l’ospedale Melorio di Santa Maria C.V.

Dorelli Immacolata, classe 1984, Santa Maria C.V., titolare dell’impresa funebre Dorelli&Ferrara

Merone Maurizio, classe 1965, Santa Maria C. V., dipendente dell’azienda funebre Vecchione.

Divieto di dimora:

Vecchione Matilde: classe 1964 da Santa Maria C.V., titolare impresa funebre omonina

Indagati:

Giuseppe e Antonio Ferrara, Angelo Cerreto, Andrea Cipullo.

Corrotti i dipendenti del Melorio

Nell’ambito delle attività investigative, è emerso un analogo sistema operante nell’ospedale civile di Santa Maria Capua Vetere, dove, con l’ausilio di indagini tecniche e attività di riscontro, sono emersi concreti elementi di prova a carico di due dipendenti dell’ospedale sammaritano.

I due centralinisti privilegiavano, nell’assegnazione delle salme all’interno della struttura, dietro compensi, quali regali e bustarelle, in prevalenza a due imprese sammaritane, la Vecchione e Dorelli&Ferrara.

Palazzo e Martino, vicini ai casalesi

Inoltre è stato evidenziato che, due degli indagati, Martino Vincenzo e Palazzo Vincenzo, peraltro molto vicini al clan “dei casalei”, anche se non sono emersi elementi di natura associativa.

Un consorzio di imprese con la violenza

Perseguivano il disegno di costituire un unico consorzio societario in grado di acquisire il monopolio nello specifico settore delle onoranze funebri nel comune sammaritano, ponendo in essere pesanti pressioni, poi sfociate in gravi minacce, nei confronti della titolare dell’impresa funebre Vecchione, la cui titolare risponde a sua volta del reato di corruzione, al fine di obbligarla ad aderire al loro progetto criminale.

La misura degli arresti domiciliari è stata disposta anche nei confronti di Cerreto Angelo e Cerreto Gaetano, che rivestono diversi ruoli nell’omonima impresa funebre di Marcianise, per aver spalleggiato Martino e Palazzo in quest’opera di persuasione ai danni della Vecchione.

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo, le unità operative, le sedi di negozi e uffici e i beni aziendali: carri funebri, delle imprese Vecchione, Dorelli&Ferrara, e quelle riconducibili a Martino Vincenzo e Palazzo Vincenzo, Concordia s.n.c., Concordia srl., e Caronte Funebri srl”.