Caserta, nigeriana induce connazionale a prostituirsi con riti woodoo a Gricignano: in manette

GRICIGNANO D’AVERSA (Caserta) – Ex parrucchiera nigeriana, costretta da una connazionale a prostituirsi con la minaccia di effetti disastrosi del rito wodoo a cui era stata sottoposta nel suo paese. La donna ha denunciato il fatto e la polizia ha stretto le manette ai polsi della sfruttatrice.

Questa mattina la Squadra mobile della Questura di Caserta, diretta dal vice questore dott. Rodolfo Ruperti, ha arrestato, per estorsione ed induzione alla prostituzione, una cittadina nigeriana, Gladys Ufoma Akele, nata a Benin City (Nigeria), il 20 agosto 1969.

Nei confronti della donna, è stato emesso, dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura sammaritana a seguito della denuncia da parte della vittima.

La donna infatti, dal 2007 al 2009, aveva costretto a prostituirsi, nel casertano, una giovane connazionale, giunta in Italia clandestinamente.

La vittima, nel suo paese faceva la parrucchiera. Per aiutare la sua famiglia, si era lasciata convincere a venire in Italia, con la promessa di un lavoro come collaboratrice domestica.

Prima di partire, la giovane veniva sottoposta ad un rito woodoo, con il quale, si impegnava a restituire la somma di 50.000 euro, ignorandone il reale valore del cambio della moneta.

Accompagnata da connazionali sempre diversi, la donna partiva per l’Italia, passando per la Costa D’Avorio, dove vi rimase per oltre un mese, e poi diretta a Tunisi, Barcellona e Torino.

Dal capoluogo piemontese, viaggiando prima in treno e poi in autobus, l’ignara giovane raggiungeva Gricignano d’Aversa (Caserta), dove veniva accompagnata dalla sua futura sfruttatrice.

Questa, dopo averle assicurato qualche lavoretto da parrucchiera, iniziò a prospettarle il fatto che, poiché i soldi erano pochi, avrebbe dovuto prostituirsi per poter restituire il debito di 50 mila euro contratto alla partenza.

La giovane rifiutò decisamente la prospettiva offertale da Gladys, che cominciò a minacciarla, prospettandole gravissime conseguenze negative, per lei e la sua famiglia, a causa del rito magico a cui era stata sottoposta e con il quale aveva giurato di pagare l’esosa somma.

Di fronte alle minacce e alle aggressioni fisiche a cui veniva sottoposta, nonché per il terrore delle conseguenze del rito, la giovane iniziò a prostituirsi. La donna lavorava dalla 6 del mattino alla 17 del pomeriggio e tutti i guadagni venivano consegnati a “Gladys” che riceveva complessivamente, oltre 15.000 euro.

La vittima, dopo essere stata sfruttata per mesi, aveva trovato il coraggio di fuggire e si era rivolta ad una associazione. Gli operatori, oltre a nasconderla, la convincevano a sporgere denuncia alla Questura di Caserta.

A seguito della denuncia, la donna è riuscita ad avere un permesso di soggiorno “ai fini di protezione sociale”, come è previsto dalla legislazione vigente, in favore dei cittadini extracomunitari, vittime di sfruttamento e violenza, che denunciano i loro aguzzini.

Al termine di complesse indagini, la sfruttatrice, che nel frattempo si era trasferita nel napoletano con il marito italiano e i suoi tre figli, ignorando l’attività della donna, veniva identificata ed individuata. Questa mattina, gli agenti della Squadra mobile si sono recati presso la sua abitazione arrestando la donna.