NAPOLI – Una farmacia e uno studio odontoriatrico sono stati sequestrati assieme a un punto prelievo per analisi mediche e un deposito di farmaci nell’ambito dell’operazione “Pharma cash”.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nas di Napoli, che hanno eseguito 26
provvedimenti restrittivi (3 dei quali misure cautelari in carcere, 19 con beneficio dei domiciliari, e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) emesse dal gip del
tribunale di Napoli Aldo Policastro nell’ambito di una indagine su una truffa al servizio sanitario nazionale. Sequestrate anche 11mila confezioni di medicinali, 14mila ricette mediche, 3mila fustelle e un computer dotato di un software particolare per la falsificazione di ricette, timbri e altra documentazione medica.
La truffa da due milioni di euro e’ stata scoperta dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, che ha indagato su un’organizzazione attiva nelle province di Napoli e
Caserta. Medici di base e farmacisti compiacenti favorivano la raccolta e la redistribuzione su un mercato parallelo di farmaci ad alto costo, attraverso una ditta di commercializzazione con sede operativa in Gran Bretagna.
Il meccanismo studiato consentiva di acquisire medicinali utilizzando ricettari in bianco rubati e dati anagrafici di pazienti del tutto ignari. Il sistema, secondo quanto accertato dal pm Catello Maresca, e’ andato utilizzato almeno due anni, facendo lievitare la spesa sanitaria delle Asl Napoli 1 e Napoli 4 di oltre due milioni di euro.
I farmaci raccolti venivano custoditi in un deposito non autorizzato, privo dei requisiti igienico sanitari e delle attrezzature adatte allo stoccaggio. Tra i componenti dell’organizzazione, non soltanto due farmacisti, di Napoli e Pozzuoli, un medico di base 54enne della Asl Napoli 2, e un ex informatore medico scientifico di Pozzuoli, Giovanni Bianco, 42 anni, considerato la ’mente’ della truffa, ma anche disoccupati, casalinghe, operai e impiegati, che avevano il compito di andare a ritirare i farmaci ad alto costo con le
ricette, ricevendo in cambio 30 euro.
Agli arrestati vengono contestate reati che vanno dall’associazione per delinquere,
alla contraffazione di pubblici sigilli, la falsita’ ideologica, la ricettazione, la corruzione e la truffa ai danni del servizio sanitario.
