Caserta, blitz della polizia durante summit di camorra a Casal di Principe: arrestati in 8

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Arrestato Raffaele Maccariello, pericoloso latitante a Casal di Principe, era in fuga dal 2007. Aveva fatto un summmit insieme ad altri esponenti del clan dei casalesi della fazione Bidognetti, a casa di un incensurato, per iniziare alla camorra altri componenti del clan. Nel blitz sono stati esplosi alcuni colpi d’arma ma nessun danno.

L’operazione è stata portata a termine nel primo pomeriggio di ieri a Casal di Principe (Caserta), in via Strauss, il personale della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal vicequestore aggiunto dr. Rodolfo Ruperti, coordinati dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Aversa (Caserta) del posto fisso di Casapesenna (Caserta), dei Regimi di Prevenzione crimine della Polizia di Stato, nonché dei militari dell’VIII Reggimento bersaglieri di Caserta, con il supporto di un elicottero del Reparto volo di Napoli.

Il blitz è avvenuto a seguito di attività Investigativa, supportata da servizi di intercettazione telefonica ed ambientale, nel quale è stato scoperto il covo del superlatitante Raffaele Maccariello, nato a Casal di Principe (Caserta), l’1 marzo del 1972, pluripregiudicato, esponente di spicco del “clan dei casalesi – fazione Bidognetti”. Il camorrista era irreperibile dal 2007m e colpito da vari provvedimenti restrittivi.

L’uomo era stato colpito da un ordine di esecuzione di carcerazione emesso dalla Procura generale di Napoli, il 29 aprile del 2008, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso; ordine di custodia cautelare in carcere emesso dall’ufficio Gip di Napoli e confermato dal tribunale di Napoli 12esima sezione emessa il 6 febbraio del 2006, nei confronti del Maccariello e altri esponenti del clan: Aniello Bidognetti, Luigi De Vito, Walter e Francesco Schiavone, Francesco Bidognetti, Alessandro Cirillo e Giuseppe Setola, per omicidio doloso in concorso, aggravato dall’aver agito per favorire il clan dei casalesi.

Nella circostanza sono stati tratti in arresto per associazione camorristica e per favoreggiamento aggravato

dall’aver agito al fine di favorire l’organizzazione criminale camorristica, detta “clan dei casalesi”:

1)Mario Letizia, nato a Santa Maria C.V. il 30 dicembre a Casal di Principe, incensurato;

2)Gaetano Gerci, nato a Napoli il 20 marzo 1965, residente a Casal di Principe in via Strauss al civico 6/12, pluripregiudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, truffa, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, associazione per delinquere e falsi in genere, affiliato al clan Bidognetti;

3) Antonio Di Caterino, nato a Caserta il 14 aprile del 1984, residente a Casal di Principe, pregiudicato per falso, contiguo al clan Bidognetti;

4) Pasquale Cirilli, nato a Napoli il 28 marzo del 1966, residente a San Cipriano d’Aversa, pregiudicato per emissione di assegni a vuoto, fratellastro di Alessandro detto “ ‘o sergent”, killer del gruppo Setola, contiguo al clan Bidognetti;

5) Oreste Capasso, nato a Santa Maria Capua Vetere, il 9 giugno del 1985, residente a Casal di Principe, pregiudicato per rapina, falso, porto d’armi abusivo, lesioni personali, furto aggravato, contiguo al clan Bidognetti.

6)Vincenzo Duccillo, nato il 13 maggio 1981, a San Cipriano d’Aversa (Caserta), residente a Casal di Principe, pregiudicato per favoreggiamento aggravato appartenente al clan Bidognetti;

7) Francesco Caterino, nato a Maddaloni, il 19 settembre 1986, residente a Casal di Principe, con precedenti di omissione di soccorso.

8) Nicola Gagliardi, di Casal di Principe il 18 dicembre 1976, con precedenti di polizia, contiguo al clan Bidognetti.

Tutti gli arrestati facevano parte del gruppo del clan dei casalesi e in particolare della fazione di Francesco Bidognetti detto “Cicciotto ‘e mezzanotte”.

I pregiudicati si erano uniti in un summit in via Strauss al civico 12 a Casal di Principe, l’abitazione del Cerci che al momento risultava incensurato. I poliziotti che durante l’attività investigativa, fatta di intercettazione e pedinamenti, sono stati informati della riunione e si sono organizzati per sorprendere i malviventi.

Infatti il summit è stato interrotto e il Maccariello, aiutato dai complici che partecipavano alla riunione, ha cercato di scappare mentre altre persone, si accertavano la via di fuga fosse libera. In quel momento, i camorristi si sono accorti dei poliziotti che erano all’esterno ed avevano circondato l’abitazione.

I militari si erano coordinati per cogliere di sorpresa i pregiudicati, mentre le pattuglie del reparto prevenzione crimine ed i militari dell’esercito circondavano l’isolato, per impedire la fuga, altri agenti scavalcavano il cancello di recinzione bloccando alcuni dei soggetti, mentre il Maccariello ed altri favoreggiatori, sono stati raggiunti e bloccati sui tetti delle vicine abitazioni.

Nicola Gagliardi invece, è stato scovato all’interno di un pollaio, dove aveva trovato rifugio a seguito di una caduta , verificatosi nel tentativo di scavalcare il muro di cinta. Nella caduta, il Gaglardi si produceva delle ferite lacero contuse ad entrambe le gambe, giudicate guaribili in 7 giorni.

Nel corso dell’operazione è stato chiesto l’intervento di un elicottero del reparto volo di Napoli ed un ulteriore ausilio dei militari della Compagnia Carabinieri di Casal di Principe per bloccare tutti i ed evitare che qualcuno riuscisse a fuggire.

Durante il blitz, sono stati esplosi quattro colpi di pistola in aria, senza però causare danni a persone o cose. L’operazione è stata condotta talmente bene che il giorno del summit della camorra, sarà il pioù brutto giorno per il Maccariello e gli affiliati al clan Bidognetti che continuano a finire in carcere.